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Cristiano Cesarini Reja è primo con la sua Lazio.

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Nellaciurma biancoceleste c'è un fuoriclasse che si sta ritrovando, si chiama Mauro Zarate. «Mi auguro che sia davvero recuperato - ha spiegato Reja - c'è chi dice che ce l'ho con lui, non è così. Ai miei giocatori chiedo compiti ben precisi, che devono rispettare, altrimenti non giocano. Mauro deve capire che nel calcio c'è la fase offensiva e quella difensiva. Floccari a Verona ha fatto anche il difensore, così deve fare Zàrate, che forse è anche superiore a Sergio. Se mi fa vedere ciò che gli chiedo, lo farò giocare sempre». Se la Lazio ritroverà Zarate potrà volare in alto. Ma non basta solo la qualità del campione argentino, ci vuole anche la giusta mentalità. «I ragazzi mi hanno promesso che accatteranno le mie scelte - ha precisato Reja - l'anno scorso al mio arrivo ho trovato molte frizioni nello spogliatoio. La squadra ora ha un'anima, senza la disponibilità di tutti il gruppo rischia di sgretolarsi. Il pericolo è rappresentato dall'esaltazione della piazza, noi dobbiamo vivere alla giornata». La prestazione col Chievo è stata molto positiva. Qualcosa certo va registrato. «In difesa siamo stati perfetti – ha aggiunto Reja – dobbiamo essere più cattivi sotto porta». Anche Brocchi predica umiltà. Adesso è necessario evitare voli pindarici: «Manteniamo un profilo basso – ha sottolineato il mediano – certo quest'anno abbiamo più qualità e voglia di vincere. Zarate? Spero si ritrovi, sta soffrendo molto la situazione. Essere l'idolo dei tifosi alcune volte può caricarti di un peso enorme. Se trova il giusto equilibrio interiore, può fare il salto di qualità. Il pubblico? Può essere il dodicesimo in campo, l'unione fa la forza». Infine, Lotito seguirà la sua filosofia: «In questo momento – aveva dichiarato il patron laziale prima del match - non guardiamo la classifica, l'importante è continuare su questa scia».

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