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"A Milano mai visti arbitraggi così"

Borriello

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Roma, la piazza dove «uno scudetto ne vale dieci da altre parti» come disse una volta De Rossi. La piazza dove i tifosi sono unici e le vittorie più emozionanti. Marco Borriello l'ha scelta per questo, dicendo no alla Juventus, ma per il momento ha scoperto l'altro lato della medaglia: Roma non è la Capitale del calcio. A Brescia a fine partita era distrutto. L'hanno visto piangere di rabbia per le ingiustizie subite e l'amarezza di aver segnato un gol inutile. Arrivato in nottata con la squadra all'aeroporto di Montichiari non ce l'ha fatta a trattenersi. «Al Milan - ha raccontato Borriello ai cronisti presenti - queste cose non mi sono mai capitate, certi rigori me li avrebbero senz'altro fischiati. Adesso ho capito la differenza che c'è tra stare al Milan e alla Roma ma siamo una grande squadra e sapremo ripartire. E pensare che quando giocavo con il Milan, l'arbitro Russo mi chiedeva anche la maglia a fine gara. Stavolta invece non mi ha neanche rivolto la parola». Uno sfogo duro, che rischia di coinvolgere Borriello nei deferimenti in arrivo da Palazzi. A mente fredda l'attaccante ha fatto marcia indietro. «Le frasi attribuitemi sono frutto di libera interpretazione. Ciò nonostante - ha aggiunto ieri - non si può negare che da parte della quaterna arbitrale sia stata una serata decisamente..."sfortunata"». Commenti sulla vergogna di Brescia sono arrivati da tutti gli esponenti del «Palazzo». Beretta, numero uno della Lega di serie A, si schiera al fianco della Sensi. «In questo avvio di stagione si sono verificati più errori di quelli che ci saremmo aspettati». La posizione del presidente federale Abete è più cauta. «La Roma è stata danneggiata, trovo dunque legittimo qualunque tipo di critica, ma purché si resti nei limiti di una relazione normale».   Il presidente dell'Aia, Nicchi, riconosce che «a Brescia abbiamo sbagliato e ci dispiace perché accade in una giornata quasi perfetta per gli arbitri. C'è molto rammarico. Da un certo punto di vista capisco le proteste della Roma, a volte gli errori arrivano quando meno te lo aspetti». Un'ammissione di colpa, insomma. Mentre Galliani ricorda che «al Milan a Cesena è successo qualcosa di simile con lo stesso arbitro», il presidente del Coni Petrucci stigmatizza il polverone alzato dalla Roma: «Sono avvilito e dispiaciuto per quanto sentito ieri sera, sono state pronunciate frasi pesantissime, sembrava una corsa a voler insultare l'arbitro e io non ci sto. Siamo appena alla quarta giornata - ha aggiunto Petrucci - e anche se attorno al calcio girano tanti interessi, deve restare uno sport. Io comunque mi schiero sempre dalla parte dell'arbitro». Un arbitro che secondo il presidente del Brescia Corioni «avrebbe preso 7 in pagella se i torti li avessimo subìti noi». Tanto per gettare altra benzina sul fuoco.

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