Costa d'Avorio, orfana del bomber
Saprebbe confermare le attese una Costa d'Avorio priva di Didier Drogba? È questo il dilemma che agita i tifosi ivorensi dopo la frattura al gomito, nell'amichevole col Giappone, che sta mettendo in dubbio la partecipazione al Mondiale della stella del Chelsea. Il centravanti dei «Blues» si è già sottoposto all'operazione nel disperato tentativo di esserci nel debutto del 15 giugno contro il Portogallo. Drogba si è dichiarato ottimista ma il suo recupero sarebbe un vero e proprio miracolo medico. Se dovessero fare a meno del suo cannoniere, gli «elefanti» perderebbero gran parte del proprio potenziale ma non sarebbero comunque perduti. Perché la formazione di Sven Goran Eriksson, ct ingaggiato appositamente per Sudafrica 2010, è forte e completa in tutti i reparti e può davvero fare la storia, anche a scapito di avversari come i lusitani e i «pentacampeones» brasiliani. Erikson, infatti, può disporre di un grandissimo organico: da Kalou a Ebouè, fino ai fratelli Yaya e Kolo Tourè passando per Konè, la Costa d'Avorio è ricca di stelle. Ai Mondiali è arrivata come si compete ad una squadra del suo rango, ovvero senza mai perdere nelle qualificazioni. E adesso la prova più dura: quella della sfida contro le «grandi» del mondo, per giunta da superare senza il suo condottiero. Ce la faranno gli elefanti?
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