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Come buttare una vittoria dalla finestra

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Leperle di Vucinic e di Cerci, con rigore trasformato da Pizarro, sembravano avere preparato una partita di ritorno senza palpiti, ma la Roma è riuscita a complicarsi la vita, due gol in mischia e situazione capovolta, si ferma la striscia di imbattibilità, e stavolta non vi sono attenuanti. Errore avere giudicato il diavolo più brutto di quanto non fosse, errore avere ritenuto per due volte che la partita fosse chiusa, nei minuti finali la doppia doccia gelida, peggio che a Cagliari, torna quella mancanza di attenzione che era caratteristica dei giorni meno felici. Certo si può rimediare, ma l'occasione perduta lascia amari rimpianti. Ranieri ha messo in campo tutti i titolari disponibili, visto che neanche Mexes era al meglio. Purtroppo, ha perso dopo quaranta minuti Julio Sergio, che la sua felice vena aveva ribadito con la prontezza di riflessi su una micidiale deviazione di Juan e poi con un grande intervento in angolo. Doni, invece, censurabile su entrambi i gol dei greci. Un po' troppo insistita la ricerca del lancio lungo, da una parte e dall'altra, non un vantaggio per la Roma che quando riusciva ad attuare i suoi fraseggi metteva in crisi una difesa non granitica. Al solito Riise bombardiere si è opposto il palo, poi l'elegante conclusione di Vucinic, destro tagliato sotto l'incrocio, i suoi gol non sono moltissimi, ma tutti straordinariamente pesanti. Poi quella ripresa troppo timidamente gestita, sostituzioni obbligate, ma Baptista è rimasto in campo, da non credere. Punizione adeguata il sorpasso. Avvio confortante per la Juve in Europa League, l'Ajax è ormai poco più di un pallido riflesso delle antiche glorie. La doppietta di Amauri, miracolato dopo allarmante letargo, mette riparo al paperone di Gigi Buffon, il secondo in pochi giorni, da augurarsi abbia esaurito la scorta di sbadataggine fino a Mondiale concluso. Nefandezze arbitrali: adesso si farà sentire la Federcalcio, intuibili il timore e l'imbarazzo di Platini considerando l'altissimo livello di prestigio di cui gode il nostro calcio in campo internazionale. Meglio guardare agli ignobili episodi di Monaco per restituire affidabilità alla nostra classe arbitrale: che sbaglia, però non a senso unico, anche se il tifo è portato a mostrare le gigantografie dei torti subiti e le miniature dei regalini ricevuti.

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