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Serve ossigeno alle due romane affannate

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L'Olimpicotorna ad accogliere nuovamente Totti e la Roma, vogliono far dimenticare, almeno per un pomeriggio, imbarazzi e gaffes di una società che pare non esistere più, anche se lo nega tenacemente. Arriva la rivelazione stagionale, quel Bari che esibisce gli abiti di lusso della classifica medio-alta, con il fiore all'occhiello della difesa meno battuta in Europa e di un gioco piacevole come pochi altri. Giampiero Ventura conferma la bontà del suo lavoro, ma anche l'assidua attenzione rivolta ai giovani, esemplare la verdissima coppia centrale di retroguardia. Seguirà il Bari a Roma un stuolo di tifosi entusiasti, la Curva Nord riservata ai simpatici evasori, da verificare la risposta dei fedelissimi giallorossi. La nota lieta è il ritorno del capitano, possibile tridente con Menez e Vucinic, che sulla fascia sinistra è sempre a suo agio, ma quelli che servono sono i gol di Totti. Gioca per uscire dalla depressione una Lazio che non riesce a darsi un'identità dopo i fuochi d'artificio di fine estate. Equivoci mai risolti nella storia dei dissidenti, un po' di caparbia insistenza del tecnico su un centrocampo che avverte troppo la rinuncia a Ledesma. Certo, il lanciato Napoli non promette buone notizie, ma una volta nelle sfide più impegnative la Lazio trovava risorse impensabili, il tifo spera in un ritorno al passato più nobile. Chiude il programma la Juventus, pericolosa l'Udinese per chi deve guardare una vetta distante otto punti. Si è vista infatti l'Inter migliore, tre gol tre pali, tante occasioni e tanto gioco per domare un Bologna coraggioso, peccato per il rosso a Maicon, insulti al guardalinee Ayroldi, bastava guardarlo in faccia per intuire quanto fosse permaloso. Però, dopo Hansson, guai a chi si lamenta dei nostri arbitri. Tra Fiorentina e Parma una sfida divertente e intensa, altalena di umori, alla fine Guidolin e i suoi balzano al terzo posto in classifica, il sogno continua.

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