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Spariti gli italiani, il Pallone d'Oro parla straniero

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Ilmomento negativo del calcio italiano scavalca le Alpi e riceve l'ultima (non necessaria) certificazione nella redazione parigina della rivista sportiva «France Football», da 54 anni organizzatrice del premio più ambito dai calciatori, il Pallone d'Oro: nella lista dei 30 finalisti 2009, che verrà svelata oggi alle 11, non dovrebbero esserci giocatori italiani. Non accadeva dal 1985, quando almeno potevamo consolarci con i «nostri» stranieri (il trofeo andò allo juventino Platini). Quanto sembra lontano il 2006, anno della vittoria mondiale e del quinto e ultimo Pallone d'Oro italiano. Lo vinse Cannavaro, lo meritava anche Buffon (arrivato secondo), e tra i papabili c'erano altri cinque protagonisti della fantastica estate tedesca: Pirlo, Gattuso, Toni, Zambrotta e Grosso. L'anno successivo, con otto nomination, riuscimmo addirittura a fare meglio: l'uscita dalla lista finale dei terzini mondiali fu compensata dal (re)ingresso della Scarpa d'Oro Totti, dell'immortale Paolo Maldini e di Superpippo Inzaghi, protagonista delle vittorie internazionali del Milan. Poi il buio. Nel 2008 riuscimmo a candidare solo Buffon e il «tedesco» Toni (peraltro rimasto a mani vuote nel conteggio finale dei voti). Quest'anno nessuno. Un disastro, vista la storia del Pallone d'Oro: i club italiani guidano la classifica dei trofei ricevuti (18) e dei podi ottenuti (50). Impossibile consolarsi con le probabili candidature del neointerista Eto'o, vincitore della Champions League con il Barcellona, e del neojuventino Diego, finalista dell'ultima Coppa Uefa con il Werder Brema: entrambi hanno conquistato la nomination grazie ai risultati (e al bel gioco) delle loro ex squadre. Nella lista, è vero, potrebbe trovare spazio anche il portiere nerazzurro Julio Cesar, cresciuto calcisticamente in Italia. Ma è davvero troppo poco, almeno per il Paese campione del mondo in carica.

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