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La solita trattativa all'italiana

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La trattativa prima tra la famiglia Sensi e la Fio Sports, la società di Vinicio Fioranelli e poi attraverso l'advisor Mediobanca non si conclude, anche se qualche flebile speranza di chiudere l'affare ci sia esclusivamente da parte del compratore. Che tuttavia non s'è visto nemmeno ieri, disertando Mediobanca in quelle che - a detta di molti - erano le ore decisive per la conclusione della trattativa. Non si può pretendere che la questione si risolva - a fronte dell'investimento di 300 milioni di euro - in una stretta di mano, come se si trattasse dell'acquisto di un gommone di seconda mano per l'estate che sta arrivando. Eppure il tempo sembra essere diventata una variabile dimenticata. Come se il valore della Roma prescindesse dalla questione primaria: la squadra che va in campo. Ora viene da chiedersi quanto debba durare questo stillicidio di appuntamenti, comunicati, rilanci, verifiche, giochi di sponda e tutto quello che avviene - di solito - quando c'è di mezzo un grande affare finanziario. Qui non c'è di mezzo una semplice speculazione. E nemmeno un banale strumento di investimento del denaro. Questa è una squadra di calcio che muove la passione di migliaia di tifosi, che pulsa in una città ormai abituata a fare i conti con questa altalena di eventi. I quali non conducono mai al capitolo finale. Si sente dire che il gruppo Fioranelli attenderebbe l'approvazione di una legge per lo sgravio fiscale; che non ci sia la fila di partecipanti al famoso piano B di Unicredit, vale a dire, mettere la Roma all'asta. Si vocifera ancora di un tempo supplementare concesso allo stesso Fioranelli, ma anche di una freddezza profonda da parte degli istituti di credito rispetto alla provenienza del denaro in questione. Tante, troppe voci che riconducono alla consueta definizione, di trattativa all'italiana, dove tutto è possibile, dove c'è il bianco, il nero e soprattutto l'immancabile e perfido grigio. Purtroppo per i protagonisti di questa brutta vicenda, c'è anche il calcio, con le sue regole semplici eppure solidissime. Che ci ricorda come tra sei giorni la Roma si raduni per cominciare la stagione. Se non si chiude in fretta questa delicatissima fase dell'ottuagenaria storia della Roma, il rischio di una stagione lontana dall'aspirato riscatto voluto dai tifosi, cresce - purtroppo - a vista d'occhio.

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