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Comanda sempre lui

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Avanti così, con Gianni Petrucci ora più che mai saldamente al comando dello sport italiano. È il verdetto, scontato, della votazione per l'elezione del nuovo presidente del Coni avvenuta ieri mattina nel salone d'onore al Foro Italico che ha dato il «la» al quarto mandato dell'era Petrucci. Attorno al tavolone ovale la nomenklatura dello sport azzurro con scheda elettorale e matita autocopiativa (da restituire...) in mano: settantanove gli aventi diritto al voto compresi due candidati, che ben si son guardati dal votare scheda bianca (nessuna allo spoglio). Una prova di forza per il numero uno del Coni al quale più d'una «scossa» era arrivata dai palazzi della politica: quella vera. Non casuale l'entrata in scena di Paolo Barelli (presidente della Federnuoto e senatore del Pdl), durata però poco meno di due settimane e naufragata, guarda caso, dopo la «gaffe» sulla sponsorizzazione del Presidente del Consiglio. Ma il dato è tratto e Petrucci può finalmente tirare un sospiro di sollievo e godersi questo mandato che sarà, come da statuto, inevitabilmente l'ultimo. «Quando si prende più del doppio dei voti, è una vittoria netta - è la prima cosa concreta detta da Petrucci dopo aver ringraziato la Madonna - anche se erano nove mesi che Chimenti diceva di aver vinto. Io non ho mai replicato, dentro ero sempre sereno: ho mantenuto e continuo a mantenere un profilo basso. E non ho mai avuto paura di non potercela fare: ritengo di avere ancora delle idee da portare avanti. Sono stato rieletto, più di così non potevo fare. Barelli? Sono stato zitto prima, sto zitto ora». Insomma il numero uno del Coni ha voluto anche togliersi qualche sassolino dalla scarpa, mentre Chimenti prende i 24 voti incassati più come un successo che non una sconfitta: su quel fronte qualcuno lo ha tradito. «I voti che ho raccolto rappresentano un'opposizione che non c'è mai stata all'interno del Coni - dice dopo il ko - e comunque avrò fatto uscire questo ente vetusto dal torpore». È comunque un segnale anche il fatto che 7 su 13 dei nuovi eletti siano personaggi che entrano per la prima volta nella Giunta Coni e tra questi ci sono ben cinque tra olimpionici e atleti olimpici. Ma anche scontate conferme con il presidente della Federginnastica Riccardo Agabio al quale è stata rinnovata la carica di vice presidente vicario, Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico, vice presidente e Raffaele Pagnozzi, ancora per il prossimo quadriennio segretario generale. Ora c'è da mettersi al lavoro, perchè con il successo già alle spalle per Petrucci si apre un quadrienno di nuove sfide: «Sport nelle scuole, lotta al doping e il finanziamento automatico» sono alla base del suo programma di lavoro. Una delle prime giunte del nuovo mandato sarà dedicata ad un argomento specifico: «Il prima possibile dobbiamo discutere - ha continuato Petrucci - il problema del doping nel ciclismo». Infinite le reazioni del mondo: e non solo di quello politico che non può che complimentarsi per il successo. Così come il sindaco di Roma Alemanno che auspica una crescita «del livello di collaborazione con il Comune di Roma affinché Roma sia la Capitale internazionale dello sport: cosa per la quale il Coni deve essere soggetto attivo e alleato».

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