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Button in pole, pasticcio Ferrari

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«Dobbiamocambiare mentalità. Dobbiamo capire che con un decimo puoi essere dentro o fuori. Siamo troppo abituati a quando avevamo una macchina molto competitiva, potevamo fare il tempo e rientravamo». Felipe Massa chiede un bagno di umiltà a tutta la Ferrari, a partire da se stesso. L'esito delle qualifiche di Sepang ha cancellato in un attimo le speranze regalate alle Rosse dal venerdì. Button in pole, Trulli secondo, Vettel terzo. Raikkonen con il nono tempo, Massa addirittura sedicesimo, anche in virtù di un pasticcio ai box, Hamilton tredicesimo. La fotografia delle nuove gerarchie: Brawn e Toyota davanti, Ferrari e McLaren in fondo. Con i «novelli grandi» capaci persino di fare pretattica, di regalarsi un venerdì sottotono, far illudere gli altri e poi, in qualifica, mettere tutti in riga. La realtà è questa, bisogna farci i conti. Se poi alle prestazioni deludenti si aggiungono anche gli errori di strategia, come già accaduto in Australia, la frittata è fatta: nel Q1, prima fase «eliminatoria» delle qualifiche, Massa è tra i primi a scendere in pista. Fa appena quattro giri, il migliore dei quali, che lo stesso brasiliano definisce «non perfetto ma dignitoso», viene ritenuto dai box Ferrari sufficiente per accedere al Q2. Nella scelta influisce anche la volontà di non consumare le gomme morbide più del necessario. Ma le condizioni della pista migliorano più velocemente di quanto previsto, e quando i meccanici si accorgono che Massa è scivolato fuori dai primi 15, non c'è più tempo per rimediare. Non che avrebbe potuto lottare per la pole, ovviamente. La conferma viene da Raikkonen, che le prova tutte, sembra spremere la macchina il più possibile ma non va oltre il nono tempo, a quasi un secondo da Button. «La verità è che in questo momento non siamo abbastanza veloci per lottare per le prime posizioni», ammette il finlandese, che grazie alle penalità inflitte a Vettel (dieci posizioni per l'incidente con Kubica in Australia) e Barrichello (cinque per aver sostituito il cambio), scala fino al settimo posto in griglia, in quarta fila, con il brasiliano della Brawn nel ruolo di scomodo dirimpettaio. La pioggia, allora, vissuta fino al venerdì come uno spauracchio, diventa adesso una speranza. «Se dovesse cadere un po' d'acqua - dice Massa scrutando il cielo - avremmo una chance in più di disputare una gran corsa». Giornata negativa anche per le McLaren e la Renault di Alonso, con lo spagnolo che ha addirittura rinunciato a partecipare al Q3, tenendosi il nono posto in griglia e un po' di benzina in più per la prima fase della gara. Gli unici sorrisi per l'Italia arrivano da Trulli. Dopo il terzo posto in Australia, la sua Toyota ha dimostrato di volare anche in Malesia: «Non mi aspettavo il secondo tempo, prevedo una gran gara domani». Cioè oggi, a partire dalle 11, nel secondo atto di una stagione imprevedibile.

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