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Caro Lippi così «tagli» il talento

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Sisparpaglia per il mondo, il campionato italiano, con i suoi interpreti indigeni e con i tanti stranieri, sudamericani soprattutto, ma anche quelli pronti a difendere le bandiere del resto d'Europa. La speranza è che la parentesi internazionale ci restituisca i protagonisti al meglio della condizione, anche se è innegabile che spesso provocano effetti più devastanti i nostri campi di allenamento che gli impegni delle qualificazioni. Partono per Podgorica, i campioni del mondo in carica. Confortati da una buona classifica e dal vantaggio di non trovare il Vucinic ispirato della gara di andata, fermato dalla squalifica. Curioso che in quesi giorni di vigilia si sia parlato pochissimo degli aspetti tecnici del primo dei due confronti che attendono gli Azzurri, sicuramente più insidioso il mercoledì di Bari, dove il vecchio Trap presenta la sua Eire. Riflettori dell'informazione puntati su un assente, piuttosto che sugli otto superstiti della pattuglia laureata dalla magica serata di Berlino. Giusto e comprensibile che non passino sotto silenzio i meriti che Antonio Cassano ha acquisito soprattutto nella stagione in corso, segnata da gesti tecnici sublimi, ma anche da atteggiamenti che riscattano un passato prodigo di alzate di ingegno e di comportamenti non proprio in linea con la professione. Ci si chiede, senza ricevere plausibili risposte, il motivo dell'ostracismo decretato dal cittì: che però il suo lato umorale l'aveva già espresso scippando un titolo mondiale a Christian Panucci per regalarlo a Zaccardo, improponibile un paragone tra i due. Vero che Lippi non ha alcun obbligo di motivare le sue scelte, però non avrebbe fatto male a nessuno una spiegazione in chiave tattica, se non altro avrebbe reso più gradevole il gusto della polemica. Ma la nota sorprendente è che Cassano, tra l'altro possibile obiettivo juventino, abbia letteralmente cancellato dagli appunti critici e ai temi di discussione, la pensione anticipata decretata per Del Piero: non così avanti negli anni rispetto a tanti senatori confermati a pieno titolo, da Cannavaro a Zambrotta, allo stesso Pirlo. Nessuno ha ricordato come Alex fosse stato il miglior giocatore (con De Rossi) della stagione scorsa, e come in quella in corso abbia onorato il suo ruolo di protagonista. Forse, per un doppio rimpianto, mancavano spazio e tempo.

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