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Slot in sciopero per non dare soldi all'ippica

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Oltre a 25 milioni una tantum, all'ippica fu assicurato lo 0,7% dei ricavi percepiti dai gestori delle slot-machine, un settore che raccoglie il 53% di quanto giocato in Italia; a questo si è però aggiunto recentemente un altro 0,7% a favore del Coni. «Un 1,4% totale che è esattamente l'utile di gestione al netto dei costi», ha tuonato ieri il presidente dell'Assotrattenimenti Massimiliano Pucci, il quale ha annunciato che da gennaio le slot-machine (molte delle quali sono attive proprio negli ippodromi) rimarranno accese ma non saranno idonee a raccogliere le monete. È questa infatti la prima misura di protesta - i cui dettagli saranno specificati oggi, a Roma, alla stampa - annunciata dagli operatori contro l'inasprimento fiscale, elevatosi sino al 13,4% con l'aggiunta di quanto andrà a finanziare Unire (l'ente statale che sovrintende al mondo dei cavalli) e Coni.

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