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Vela

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«Sono rientrato ieri - racconta Diego Negri, timoniere nello Star e vicecampione del mondo della specialità - e mi ha fatto particolarmente piacere rivedere il sole e le stelle. In due settimane in Cina, il cielo è sempre stato coperto, un giorno c'era la foschia, l'altro la pioggia: mi sembrava di muovermi in un film in bianco e nero. Nel corso degli allenamenti, sono passate due perturbazioni e abbiamo avuto le condizioni ottimali per navigare ma ci sono stati anche giorni di bonaccia che ci hanno costretti a terra. Sulla base di queste prime indicazioni, con la meteorologa della Federvela stiamo studiando il campo di regata che si presenta piuttosto complesso. Io e Luigi Viale ci impegneremo per una medaglia ma la concorrenza è agguerrita: affronteremo dieci equipaggi che hanno già vinto Mondiali, Europei e Olimpiadi». «Una delle insidie - sottolinea Chiara Calligaris, timoniere nello Yngling - sarà la nebbia. A Qingdao, uscivamo quasi sempre con il gps, senza il quale sarebbe stato impossibile rientrare in porto. Dicono che ad agosto il tempo sarà migliore ma a luglio ho visto il sole non più di tre volte. Nella mia classe, l'equipaggio inglese è forse il più forte, nel quadriennio olimpico si è espresso ad alti livelli, ma non sottovaluterei le olandesi, anche loro molto preparate». Sulla stessa lunghezza d'onda, Pietro Sibello che, con il fratello Gianfranco, è tra i favoriti per una medaglia nel 49er: «In acqua la situazione non è facile, le condizioni sono al limite. Durante gli allenamenti in Cina, abbiamo iniziato a capire come funziona la corrente nel mare di Qingdao ma questo non riduce la complessità delle regate che ci aspettano. Oltretutto, non so se il calendario sarà rispettato, non è detto che il clima ci assista: qualche uscita potrebbe saltare. Sarà fondamentale rimanere concentrati per evitare lo stress dovuto a eventuali sospensioni o rinvii. Il podio? Ci sono almeno cinque equipaggi per tre medaglie ma la vela è imprevedibile, basta un nulla per ribaltare un pronostico». Chi non si sbilancia in previsioni ed evita accuratamente di farne sulla sua squadra è Giulia Conti del 470: «Non parlo dell'Italia ma posso assicurarvi che le australiane e le giapponesi sono le veliste da battere. Non sento ancora la tensione da Olimpiade ma è presto: inizierò a provarla non appena arriverò a Pechino. Comunque, l'aspetto psicologico non mi preoccupa eccessivamente, faccio tecniche di rilassamento e riesco a gestire le emozioni. So che ci aspettano venti leggeri e forti correnti ma temo particolarmente l'umidità e le alghe: in questa zona sono tantissime. Dobbiamo tenere a mente che non navigheremo nel Mediterraneo: questo mare è completamente diverso da quello a cui siamo abituati».

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