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Il «Vaffaday» e gli aiutini all'Inter

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Poi, dal dibattito e dai replay dopopartita, le prime scaramucce culminate in parte con la condanna del gesto di Totti, ma soprattutto della sconsolante reazione dell'arbitro Rizzoli con quel cartellino giallo che voleva dir solo «vorrei ma non posso». I nostri telespettatori del mondo hanno avuto modo di farsela con l'Italia «sempre più permissiva e tollerante e grillesca» e con la solita indulgenza arbitrale. A tarda notte, dopo la visione in diretta di Inter-Fiorentina, i tifosi nerazzurri lontani, rinfrancati dal successo, sono stati magnanimi: «Certo che quando si tratta di parlare degli aiutini all'Inter siete tutti pronti...». I messaggi mi hanno toccato: sono sempre stato pronto, io, a denunciare gli aiutini: ma non mi sono nascosto dietro a un dito nel dire che il duetto Totti-Rizzoli non m'è piaciuto: una brutta stonatura in una giornata di calcio. E tuttavia voglio dire senza tentare non utili sforzi di comprensione del «vaffa» di Totti che l'atteggiamento di Rizzoli me lo sono spiegato con la settimana calda vissuta dal capitano giallorosso, involontariamente caduto nella trappola elettorale, tirato per la maglietta da sinistra a destra epperciò mi hanno detto vistosamente incavolato con gli uni e gli altri. É certo almeno per me che Rizzoli si sia chiesto lipperlì se espellando Totti avrebbe originato a sua volta reazioni politiche, dopo le polemiche cartacee e televisive di poche ore prima. É certo che abbia sbagliato, naturalmente, perchè il regolamento gli chiede di arbitrare una partita di calcio non un confronto politico. Ed è augurabile che questo episodio resti isolato nel particolare clima di quelle ore. I «vaffa» del futuro parola di Collina vedranno rosso. Nel senso di cartellino.

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