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La «guerra fredda» dei costumi

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Nella piscina di Sydney dove sono in corso i Trials australiani va in scena l'ennesimo exploit della vasca dall'inizio dell'anno, perchè anche Lebby Trickett (la Lenton che ora gareggia con il cognome del marito) ha fatto cadere il primato dei 100 sl nuotando in 52"88. Ancora una pioggia di record, e tutti con un denominatore comune: il body laser con la striscia di neoprene sotto la zip. I campioni della piscina che hanno superato limiti mondiali indossano tutti il nuovo costume, anche Bernard, che agli europei oltre al crono dei 50 sl per due volte ha migliorato quello dei 100 (47"50). «Fino a quando non proverò questo benedetto costume non potrò dire se ci siano o meno dei vantaggi - dice Rosolino - certo suscita un bell'interrogativo vedere che nei trial australiani tutti i record del mondo sono stati fatti con lo stesso costume. Il mese prossimo credo ci sarà una riunione sul tema: bisogna sapere quali sono le regole precise e così o useremo tutti quanti il neoprene, se c'è il neoprene, o tutti quanti i costumi classici. Ma credo che sia più giusto usare i costumi classici». Dello stesso avviso la federazione canadese di nuoto che ha deciso di vietare l'uso del nuovo costume alle selezioni olimpiche in programma dal primo al 6 aprile prossimi. A disposizione della squadra ci sarebbero solo alcuni pezzi del rivoluzionario body, e pertanto fino a quando tutti non saranno dotati della novità si gareggia con le vecchie forniture. Con un lancio promozionale in tutto il mondo, il costume rivoluzionario omologato dalla Fina è stato protagonista di 15 record mondiali in poco più di un mese stabiliti da 10 nuotatori e una staffetta, su distanze comprese tra i 50 e i 400 sl e i 400 misti. Le americane Natalie Coughlin e Stephanie Rice, gli australiani Libby Trickett e Eamon Sullivon, fino al francese Alain Bernard. L'unica ad aver abbassato un primato mondiale (400 sl) con un costume diverso è stata Federica Pellegrini.

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