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Fabrizio Fabbri Cuore, grinta, ...

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Milano ha ormai messo le ambasce di inizio stagione alle spalle ed è una delle squadre più in crescita del campionato. Il 6-2 d'avvio è stato subito ricucito dall'AJ, che ha messo il naso avanti con Sesay (6-7). Caja ha provato allora la carta della zona che Roma ha attaccato con pazienza ma non sempre con precisione dalla lunga. Una tripla di Vukcevic ha rispedito avanti gli ospiti, 18-20, ma Ukic e Hawkins hanno consentito di chiudere sulla parità, 23-23, il primo mini tempo. Poi la Virtus ha fatto crescere l'intensità difensiva e non appena il ritmo s'è alzato ha provato a scappare. 37-29 con meno di 5' prima del riposo, grazie all'intraprendenza di Jaaber e a un Gabini più razionale del solito. Milano s'è riavvicinata a 3 lunghezze, 42-39, prima che una tripla di De La Fuente fissasse, al 20', il risultato sul 45-39. Ritornata sul parquet Roma, sempre alle prese con la zona-bunker ordinata da Caja, ha toccato il massimo vantaggio quando De La Fuente ha insaccato dalla lunga il 50-41. Ma neppure questo ha scoraggiato la panchina milanese che ha proseguiti nel suo schieramento difensivo che, complice la serataccia di Ukic e la stanchezza generale, ha impallato l'attacco. 61-55 con 10' ancora da giocare e con Lorbek limitato dal quarto fallo perssonale. Milano ha affiancato e superato con il protagonista meno atteso, l'ex Shaw, che ha sigillato il 65-66. Ma in casa virtussina, con gli esterni in difficoltà, è scoccata l'ora dell' «hombre de el partido», ovvero Robertone Gabini. L'argentino non ha esitato e s'è caricato la squadra sulle spalle. 13, leggasi tredici, punti di fila per spegnere l'ardore meneghino, grazie al pesante contributo di Fuska, Hawkins e Jaaber. E così la pratica Milano è andata in archivio e si può pensare alla decisiva sfida di Eurolega giovedì a Malaga, sperando che, in caso di vittoria, Mosca passi sul parquet del Barcellona.

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