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Non alzare bandiera bianca è un ...

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Ha affermato, dopo che la non bella esibizione nel pantano livornese aveva dilatato a cinque punti il distacco dalla vetta, che l'incedere dell'Inter non conforta lo stato d'animo degli inseguitori. Poiché molto si è parlato, a buon diritto, delle emergenze che la Roma ha dovuto affrontare in questa prima fase della stagione, le non occasionali indisponibilità di pezzi da novanta come Totti, come Perrotta, come Taddei, come Aquilani, non sarebbe onesto non sottolineare le disavventure occorse a Roberto Mancini e alla sua regale truppa. Certo, nonostante una produttiva estate di mercato, tra gli organici delle due protagoniste rimane un non indifferente gap di livello. Però è difficile far passare in secondo piano rinunce a giocatori che si chiamano Vieira, Stankovic, Materazzi, Figo, ultimamente il prezioso jolly Dacourt, per non dire della latitanza senza ritorno di Adriano. La differenza la fanno per ora, e con vistose ombre sul futuro romanista, i differenti atteggiamenti delle prime della classe, romanisti costretti a fare appello a tutte le risorse del talento per superare le inevitabili difficoltà contingenti, Inter che esibisce, in ogni circostanza, autorità e sicurezza tali da scoraggiare le ambizioni di chiunque. Maledizione toscana confermata per la fantastica Roma esterna fin qui ammirata, ma il pari di Livorno non è di quelli segnati dai rimpianti, anche se rimane misterioso l'annullamento del gol di De Rossi. Ci si è messo anche l'inatteso forfait di Mexes, però la difesa della Roma continua a suscitare inascoltati segnali di allarme, se torna a recuperare squame e affilati denti di drago anche Diego Tristan, considerato alle soglie della pensione al suo arrivo in Italia. Un po' di tristezza nel dover ammirare, al Meazza, uno «scarto» obbligato dalle esigenze di bilancio, partenza quasi festeggiata da un tifo umorale, giocare da gigante in tre diversi ruoli nella stessa partita. Ma ormai Christian Chivu veste un'altra maglia, quella sulla quale è facile ipotizzare di vedere cucito, nella prossima stagione, il terzo scudetto consecutivo. Restano le speranze del popolo romanista, resta nella squadra la voglia di provarci fino in fondo, ma la prima reale fuga di stagione sembra avere assunto una consistenza allarmante. E con la Juventus senza intralci europei a tre punti, la Roma non può concedersi la minima distrazione nella rincorsa alla Champions League dalla porta principale, obiettivo di minima della stagione.

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