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Tutto bellissimo, tutto suggestivo: ...

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Con encomio incondizionato per la migliore Italia recente, un gol dopo settanta secondi a gelare i tifosi di casa, tanti perfino a torso nudo a sfidare il freddo e la pioggia battente. Poi un raddoppio, Di Natale, gol buonissimo per tutti, non per un guardalinee fuori di testa, a sbandierare un fuorigioco fantasma. Lo stesso assistente che poi avrebbe dato per buono il pareggio siglato da capitan Ferguson in netta posizione irregolare. Si era a metà ripresa, occorreva soffrire per portare a casa almeno il pari che avrebbe comunque prodotto la qualificazione: un grosso spavento a due passi da Buffon, infine la zuccata vincente di Christian Panucci a scacciare ogni ombra. Azzurri quasi impeccabili in fase difensiva, rari i momenti di sofferenza procurati soprattutto dalle incursioni sulla destra di Hutton, qualche disagio per Zambrotta. Centrocampo poco votato alla manovra, però ferreo nel pressing e in interdizione, bravissimo Ambrosini, ma nessuno si è sottratto al sacrificio di un pressing assiduo, su un terreno viscido e faticoso, a partire dalle punte. Perplessità soltanto per i problemi incontrati sulle palle inattive, sempre gli scozzesi a colpire di testa nella nostra area: mancava, per scelta del cittì, il nostro saltatore più forte, Daniele De Rossi, prezioso infatti nei minuti finali giocati al posto di Gattuso. Accademico, mercoledì, l'ultimo turno: in Austria e Svizzera va l'Italia portandosi in gita premio i francesi, occasionalmente unanimi nel tifo per gli Azzurri. Dopo un Mondiale da trionfo, anche il Campionato d'Europa ci apre le braccia. Un fatto nuovo, da celebrare.

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