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Spalletti: «Se qualcuno vuole andarsene

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e ce lo pagano bene, sarà difficile dire no»

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Bastano poche parole per descrivere l'importanza che riveste per la Roma l'impegno di oggi pomeriggio con la Samp. Dopo aver dilapidato la preziosa dote di tre gol a Palermo, per i giallorossi non sono più ammessi passi falsi. Altrimenti la Champions resterà un sogno e i rimpianti la faranno da padrone tra le mura di Trigoria. Nelle ultime giornate di campionato le difficoltà del calendario coincidono con gli stimoli degli avversari. Lo ha ricordato spesso anche Spalletti. E questo signfica che la partita di oggi della Fiorentina con l'Empoli per i viola equivale a poco più di una formalità. «Non vedo perché non debba essere una gara vera. È un derby - spiega Spalletti - in cui entrambe vorranno vincere. Ma noi dobbiamo pensare esclusivamente al nostro impegno». La Roma torna in campo con l'obiettivo di cancellare dalla mente quel maledetto secondo tempo di domenica scorsa. «Abbiamo fatto di tutto - racconta il tecnico toscano - per dimenticarlo. Ma qualcosa dentro di noi rimane visto che avevamo la partita in mano. Ora non importa affissare il dito in quella piaga perché i ragazzi sanno da soli cosa hanno perso». I giallorossi si troveranno di fronte un avversario che ha raccolto un punto nelle ultime nove gare e che rischia di essere risucchiato nella lotta per non retrocedere. «Sarà dura, loro stanno attraversando un momento particolare in cui va tutto storto, però la squadra è forte e ha ottime individualità». Inevitabile per l'allenatore affrontare anche il discorso mercato. La settimana che si chiude oggi è stata ricca di voci e chiacchiere, più o meno fondate, su possibili partenze eccellenti nel prossimo mercato. «Le voci possono dare fastidio, sopratutto per come vengono interpretate. A Roma avviene molto di più che da altre parti e dobbiamo imparare a gestirle, sopratutto nel gruppo. Non ero totalmente a conoscenza della clausola sul contratto di Mexes ma la mia sensazione è che lui si trovi bene qui. Penso che anche gli altri "big" resteranno perché li vedo inseriti in un gruppo molto unito. Però ci sono molte insidie nel calcio. Dobbiamo andare in parte a contrastarle e in parte a considerarle. Se un giocatore vuole andare via e viene pagato il giusto, diventa difficile opporsi o fargli la guerra». La stagione positiva dei giallorossi ha richiamato l'attenzione di tutte le grandi, italiane e non, sui pezzi pregiati della rosa. «Abbiamo lavorato bene, tutti nella stessa direzione. Ma non dobbiamo andare a sbandierare quanto siamo bravi». I complimenti per il lavoro di Spalletti continuano ad arrivare da ogni parte. Lippi ha rivelato che due anni fa il tecnico toscano stava per diventare l'allenatore della Juventus, con l'attuale ct della nazionale promosso al ruolo di dt. «Lippi - racconta Spalletti - me lo ha confidato dopo un po' di tempo e io non lo presi neanche sul serio. Poi ho avuto la conferma sia da dirigenti juventini che da un giocatore bianconero. Non la ritengo comunque un'occasione persa e sono contento quello che ho fatto e di essere a Roma ora. È stato molto bello quanto mi è successo dopo». Il suo augurio è che lo sprint finale gli regali la Champions e renda il tutto ancor più bello.

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