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Campionati di calcio più interessanti copiando la formula americana

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Quest'anno abbiamo la Juventus che (Coppa Italia a parte) domina nel nostro paese, il Chelsea che ha ucciso il campionato britannico, il Lione che ha fatto lo stesso in Francia ed abbiamo alle spalle intere stagioni rovinate in Germania dalla superiorità del Bayern Monaco e in Spagna dal dominio del Barcellona o del Real Madrid. Poiché sono stato - e mai per turismo - più di 150 volte negli Stati Uniti credo di avere capito sia come funzionano da quelle parti i campionati a squadre, sia le differenze - culturali, storiche, economiche - che dividono, oltre all'Oceano, quel continente dalla vecchia Europa. Negli Stati Uniti, dove il calcio non ha mai sfondato, ci sono quattro sport che si dividono il calendario per lo svolgimento dei loro campionati e sono il football (settembre-febbraio), il baseball (aprile-ottobre), il basket e l'hockey su ghiaccio (ottobre-maggio). Le strutture dei quattro campionati, controllati da altrettante leghe, sono abbastanza simili. Numero chiuso (niente retrocessioni o promozioni), incontri multipli per riempire il calendario (fa eccezione il football, che ha un calendario più breve), sistema dei playoff che porta ad un confronto finale, al meglio delle sette partite. Anche qui si distingue il football che contrappone il Superbowl, evento unico, alle World Series (baseball), la Stanley Cup (hockey) ed il campionato NBA (basket). Regola comune ed equilibratrice la divisione in parti uguali dei diritti televisivi, contrattati dalle Leghe per conto di tutte le squadre. Andiamo a verificare i risultati. Per adeguare lo studio alla situazione attuale ho preso in esame le ultime 14 stagioni nelle quali la nostra serie A ha prodotto quattro diverse squadre campioni (6 scudetti ciascuno la Juventus ed il Milan, uno ciascuno la Lazio e la Roma). Le squadre salgono a sei se si considera oltre al primo posto anche il secondo, conquistato tre volte dall'Inter, una volta dal Parma. Il secondo posto mi serve per confrontare quello che nello stesso periodo è successo nei quattro campionati americani, dove non c'è una classifica finale ma ci sono due squadre che alla fine si battono per il titolo. I numeri dicono questo. Nel football, che questa notte (diretta su sky 3subito dopo la mezzanotte) celebra la quarantesima edizione del Superbowl, nelle ultime 14 stagioni ci sono state 9 diverse squadre campioni e 18 che hanno disputato almeno una volta la finale, nel basket 5 squadre campioni e 14 finaliste, nel baseball 9 squadre campioni e 16 finaliste, nell'hockey 8 squadre campioni e 19 finaliste. E' fin troppo evidente che un frazionamento così vasto di vittorie e di piazzamenti importanti garantisce buona salute ai club ed alle leghe, naturalmente dirette da dirigenti professionisti pagati molto bene ma assolutamente indipendenti. Ovviamente anche loro hanno avuto dei problemi. L'hockey ha dovuto annullare una stagione, il baseball ha sofferto pesanti scioperi dei giocatori ed anche una serrata dei proprietari ma alla fine l'interesse comune ha prevalso su quello dei singoli club. Gli incontri sono in TV ma gli stadi sono pieni . A Denver, nel Colorado, città più piccola di Roma, Milano, Napoli e Torino i Denver Broncos di football registrano l'esaurito da più di 25 anni, a Green Bay, città del Wisconsin di 85 mila abitanti hanno 56 mila spettatori per ciascuna delle partite dei Green Bay Packers. Vi concedo tutte le differenze di cui ho detto all'inizio. Loro hanno un sistema universitario che noi non ci sogniamo nemmeno che consente ai club di dividersi i giocatori che ogni stagione passano al professionismo (sceglie per primo chi è arrivato ultimo). Se Lew Alcindor (Abdul Jabbar) si segnala nella UCLA, la squadra dell'università della California del Sud, non va a New York ma passa ai Milwaukee Bucks che in due anni vincono il campionato , se in Italia Cassano nas

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