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Lippi, mondiale a 3 punte

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Il ct ci crede: «Possiamo giocarcela con tutti: il modulo è questo»

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Niente rivalse: il ct ha preferito godersi l'idea di aver trovato l'Italia che voleva. Però una cosa la rivendica: l'idea iniziale di una squadra con la sua impronta, e tre giocatori davanti «come tutte le grandi squadre al mondo, e per giocarcela con tutti», perchè «così i ragazzi si divertono, e hanno capito che arrivano anche i risultati. E così cresce la convinzione nei propri mezzi». Forse anche la convinzione dei 10 milioni di italiani incollati davanti alla tv nei momenti di punta di Bielorussia-Italia. Ai quali, ma non solo, Lippi torna a sottolineare che era questo il progetto della prima ora: «Sin dal principio, l'intenzione era quella di formare una squadra formata da sette giocatori più il portiere organizzati in un certo modo, più tre lì davanti con precise caratteristiche tecniche. Così giocano le grandi, così possiamo giocarcela con tutti. Non dico battere tutti, ma giocarcela sì...». Senza per questo sopravvalutarsi. «Il Brasile - ricorda - è senza dubbio un gradino sopra a tutte: però mi piacerebbe costruire una squadra che si esprime come ieri contro la Bielorussia, e ha la stessa identità se affronta il Brasile. Un'analisi sulle prossime avversarie:«Dietro la nazionale brasiliana, quella argentina resta la miglior espressione del calcio sudamericano. La Germania avrà un innegabile vantaggio a giocare in casa. E la Francia non è troppo vecchia, anzi con i veterani ha dimostrato di esserci ancora. Semmai, mi sorprende l'Inghilterra: ora la Polonia nel girone è lontana, resto convinto che ce la farà. I giornali chiedono la testa di Eriksson? Non scherzano neanche lì...». Lippi è convinto che la critica non lo abbia fatto neanche con lui, ma ora chiama il time out. «Chi mi conosce - dice -sa: posso arrabbiarmi, ma dura solo quell'attimo». Ha altro a cuore: «Da serata come quelle di Minsk si torna con una bella convinzione: si è certi della propria forza. E ora i giocatori credono in questo modulo». L'esempio è Totti: «La qualità è la base: visto come si cercavano il romanista, Pirlo e Camoranesi? Io personalmente non ho mai visto un Totti così in azzurro: è stato fantastico. Un fuoriclasse. Lo vedo sereno, ha una forza interiore». Gli elogi sono però anche per Zaccardo, la cui conferma «non è stato un atto di fede, ma una convinzione». «Perchè io non faccio le scelte per ripicca o testardaggine», aggiunge Lippi, e peccato che la risposta non arrivi alla domanda sui rapporti con Panucci: il quale in ogni caso ha possibilità di tornare vicine allo zero assoluto: «Seguo tutti, ma ho fiducia in Zaccardo e anche Bonera: il gruppo è questo, a meno di clamorosi inserimenti dal campionato». Più Cassano: «Lo chiamerò nei prossimi giorni: è presto per dire dove lo vedo nei tre davanti. Di certo lui è un attaccante: e io non ho una coppia fissa lì davanti, non credo di cominciare il mondiale e finirlo con la stessa coppia».

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