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Oggi la Martinez in cerca del riscatto È in finale nel Triplo

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Un avvio promettente con l'azzurro nel plotone dei migliori, ma coperto, così come erano le intenzioni della vigilia, quasi a non volere osare troppo sfidando comunque una condizione raggiunta sì ma inficiata da un periodo di stop per problemi fisici. Poi lo strappo intorno al 15esimo chilometro del campione del mondo in carica Jefferson Perez (vincitore in 1h18'35") anche questo prevedibile e sicuramente alla portata del marciatore azzurro, che ha provato a seguire la scia ma è stato costretto alla resa da problemi allo stomaco. Ed è a bordo strada che i sogni azzurri sono naufragati con Brugnetti che ha cercato di liberarsi aggrappato ad un albero, ha ripreso di nuovo la sua marcia per arrendersi di lì a poco chiudendo anzitempo la sua amara pagina iridata. «Il freddo mi ha giocato un brutto scherzo - ha detto il campione olimpico - perché la fatica non ti permette di affrontare una gara di questo tipo con lo stomaco non a posto. Il podio era alla mia portata, fino a metà gara ero infatti lì con i primi. La cosa che mi fa più male è che non sono riuscito a tagliare la linea del traguardo di questo stadio per onorare al meglio l'oro di Atene». Magdelin Martinez ha invece preso per mano i sogni della squadra azzurra ai Mondiali di Helsinki. L'italo-cubana lo ha fatto sfoderando insieme alla classe che l'accompagna da sempre una sfrontatezza finora sconosciuta. Il primo salto nullo non è sembrato scalfire ieri mattina neppure un po' la signora Piccotti, che di lì a poco è di nuovo andata in pedana e dopo una ricorsa elegante ha piazzato una battuta di sicurezza atterrando a 14.46, ben oltre il limite di 14,35 che valeva l'accesso diretto alla finale: «Sono tranquilla e soddisfatta - ha dichiarato la portacolori dell'Assindustria - non ho avuto timore neanche dopo il nullo, e ora guardo fiduciosa alla finale». L'azzurra è passata indenne attraverso qualificazioni che invece hanno fatto sudare le favorite, prima fra tutte la russa Lebedeva e la greca Devetzi. In vista della finale di oggi, si prospetta un grande equilibrio, con almeno sette-otto atlete in grado di giocarsi una chance per il podio: «Penso che sarà una finale ben diversa da quella olimpica, con i veri valori attuali che emergeranno - ha detto la medaglia di bronzo ai mondiali di Parigi '03 -. Io farò il possibile, credo di essere nella miglior condizione della stagione e punto a conquistare una medaglia». Tra le escluse eccellenti della finale del triplo c'è la campionessa europea under 23, la siciliana Simona La Mantia, il cui 14 metri netti non è bastato per entrare fra le prime dodici al mondo. Nei 100 metri Simone Collio aveva di fronte un compito improbo: affrontare nella batteria di apertura due mostri sacri come l'americano Crawford e il portoghese Obikwelu. L'allievo di Robeto Bonomi lo ha fatto egregiamente, chiudendo terzo con la qualificazione in 10"27. Il turno pomeridiano è stato inficiato però dal vento che ha naufragato il sogno dell'accesso in semifinale. Collio ha corso indurito ed ha firmato un modesto 10"67 nel quarto vinto dall'olimpionico americano Gatlin (10"27) davanti al giamaicano Thomas (10"28) e al ghanese Zakari (10"41). Le semifinali odierne sveleranno le ambizioni dell'americano Scott apparso in grande spolvero con un facile 10"19. Passaggio del turno anche per Gianni Carabelli nei 400 ostacoli, terzo in 49"87, che nella semifinale di oggi potrà giocare le sue chance senza pressioni addosso. Nella mattinata eliminati invece un acciaccato Nicola Vizzoni che nel martello non è andato oltre il 14esimo posto nel suo gruppo scagliando l'attrezzo a 70.77 mentre la giovane esordiente Elisa Cusma negli 800 ha concluso in settima piazza la sua batteria con il crono di 2'05"85.

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