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di FABRIZIO MARCHETTI IL GRUPPO di San Marino prepara l'offensiva finale.

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Ormai la svolta è un passo. Il 22 dicembre conferenza stampa verità: ieri il procuratore speciale della cordata, l'avvocato Maurizio Riccardi ha diffuso una nota ufficiale per rispondere alle parole dell'Ad biancoceleste, Masoni. «Prendo atto dell'attenzione mostrata dal dr. Masoni nei confronti dell'impegno e del non facile lavoro sino a ora svolto dal sottoscritto, peraltro ben lontano dall'essersi esaurito. Lo ringrazio per l'invito rivoltomi a favorire un contatto con l'attuale gruppo dirigente che Egli rappresenta. Raccolgo l'esortazione e a mia volta invito il dr. Masoni alla conferenza stampa del 22 dicembre». Un messaggio chiaro e trasparente, impreziosito da alcune precisazioni. «Al dr. Masoni precisiamo che il gruppo ha manifestato interesse imprenditoriale per la Lazio e agisce per tali fini nel rispetto delle leggi e delle consuetudini del mercato azionario, da maggio dell'anno scorso. È stata a più riprese ricercata con Capitalia la possibilità di un'intesa di tipo finanziario affatto ostile. La risposta di Capitalia, come già in altre occasioni, è stata ingiustificata, nonché priva di una logica interpretazione del «piano imprenditoriale». Un riferimento anche ai procedimenti giudiziari che riguardano l'istituto di credito con l'augurio «diffuso dallo stesso avvocato Riccardi e dai collaboratori avv. Coletta e avv. Buono, di immediata e positiva soluzione». E quindi un'ultima postilla. «Senza voler polemizzare rileviamo che la diffidenza dimostrata nei nostri confronti ha trovato sempre di riscontro credibilità e affidabilità inquietante nei confronti «dell'alta finanza» del Gruppo Capitalia. Il Dr. Masoni doveva rilevare i sintomi di una preoccupante situazione quando la Banca d'Italia prima e la Consob dopo, avvertirono tale realtà. Infatti la Banca d'Italia, tramite il suo Governatore chiese di controllare o verificare in modo opportuno la fondatezza di tutte le fidejussioni depositate e la Consob non ha autorizzato l'aumento di capitale relativo alla partecipazione dei calciatori titolari di azioni per la sottoscrizione di tale eventuale aumento. La nostra non è curiosità provinciale ma continua attenzione». Quindi Luca Baraldi: invito formale per il 22 dicembre anche all'ex Ad che «laddove verificate le condizioni, verrebbe a far parte del nostro gruppo dirigente, con la funzione non certo di "spalmare" o gestire i crediti-debiti, bensì di sviluppare in concreto un piano economico di investimento specifico del settore calcistico della società». Tornerà Baraldi, quindi, forse non solo lui. Il gruppo pensa in grande. Possiede già azioni per una quota superiore al 12% e punta ad arrivare al 29,9%, magari per il 22, quando saranno sviluppate «le concretezze» del piano. Quindi le verità. Domani nuovo Cda per preparare la relazione da presentare alla Consob sulla riduzione del capitale sociale. Un altro addio in società: ufficializzato anche il divorzio con Elisabetta Cragnotti.

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