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MONDIALI DI SCHERMA

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Martedì notte sono arrivati due bronzi. Nella spada femminile, Cristiana Cascioli è stata sconfitta in semifinale dalla francese Maureen Misima (15-11), che nella sfida per l'oro ha ceduto 10-9 all'ucraina Natalia Conrad. Nella spada maschile, invece, Aldo Montano è stato fermato in semifinale dal romeno Mihai Covaliu (15-13), battuto poi in finale dall'ucraino Vitali Lukashenko per 15-11. La Cascioli è finalmente riuscita a spezzare un tabù, visto che per lei arrivare ad un passo dal podio era diventata quasi una costante. Quinta nella prova individuale a Chaux de Fonds nel '98 e Seul '99, quarta a squadre a Nimes 2001. Ma la ventottenne di Narni ha spezzato l'incantesimo. Ha saputo tirare con grinta e carattere, senza farsi condizionare dalla tensione ed è arrivata la sua prima medaglia mondiale. Un bronzo, comunque, importante, perchè riporta l'Italia sul podio iridato dopo ben nove anni. L'azzurra sembrava aver compromesso il suo cammino con una poule di qualificazione disastrosa: due vittorie e quattro sconfitte. Poi, arrivata sull'orlo dell'eliminazione, si è improvvisamente sbloccata ed ha cominciato la sua corsa per il podio. «Ho cercato sempre di reagire - ha detto a fine gara - di solito mi blocco perchè sento molto la tensione. Per tirare bene ho bisogno della condizione giusta, nè troppo tranquilla nè troppo agitata. Dopo la prima fase mi sono sloccata ed è andata bene». Contento anche lo sciabolatore Aldo Montano, anche se nelle intenzioni della vigilia voleva ripetere l'impresa del padre trent'anni dopo: vincere il titolo mondiale di sciabola. Sarebbe stato il massimo; si è dovuto «accontentare» del bronzo. «Sapeste che fatica portare «sto cognome», disse Aldo con quella sua aria da guascone due anni fa, quando salì alla ribalta vincendo il suo primo titolo italiano a 22 anni. «Pazienza, mi accontento di questo bronzo - dice Aldo a fine gara - certo sarebbe stato un bel colpo ripetere l'oro di mio padre a Goteborg trent'anni dopo. Quando ho recuperato dal 10-14 al 13-14 speravo veramente di farcela. Ho cominciato l'assalto con la «ridotta», perchè pensavo di potermela giocare sul ritmo basso ed ho sbagliato. Avrei dovuto accelerare subito. Comunque va bene così. Ora puntiamo alla prova a squadra, mi rifaccio lì». E dal fioretto, intanto, sono arrivate altre medaglie. Andrea Cassarà e Simone Vanni sono già sicuri di portare a casa almeno una medaglia d'argento ed una di bronzo.

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