Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

I vip contro il bianconero «Parlare dopo non serve»

default_image

  • a
  • a
  • a

Massimo Giuliani Attore, comico, imitatore, ad esempio, c'è rimasto malissimo nel vedere un giocatore prendere in giro in quel modo migliaia di persone. Giuliani è andato giù duro: «Vedere una cosa del genere mi fa arrabbiare. Così come mi fa arrabbiare chi chiama Zambrotta onesto solo perché ha ammesso a fine gara di avere simulato. Sono bravi tutti a dirlo dopo, bisogna dirlo in campo. Mi ha fatto arrabbiare ancora di più Nedved. Tre anni fa con la Lazio rifiutò un rigore sul 3-0 a suo favore. Lo scorso anno, in Juve-Roma, invece si tuffò senza essere toccato e dopo gridò: «Giusto, giusto». Domenica, infine, ha allontanato Zambrotta, che poteva far cambiare idea all'arbitro. Che fosse disonesto lo si sapeva. Ha contagiato anche gli altri. Moggi? Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Faranno un cartone animato su di lui». Dino Zoff Al tecnico-Mito basta un pensiero. «Parlare dopo non serve. Certe cose non vanno fatte prima». Rassegnato e fiducioso Giulio Scarpati: «Sono cose che non vanno fatte. Da romanista, dico che il campionato lo vinciamo ugualmente». Antonello Venditti Anche il cantante è severo: «La storia della simulazione è lunga e parte da Maradona. Nel calcio servono arbitri attenti, perché la morale non esiste, è un gioco spietato in cui conta l'inganno. Comanda l'arbitro e i giocatori fanno di tutto per ingannarlo e fare gol. Serve una norma che preveda la squalifica per chi simula. Dire la verità in campo? Con tutti gli interessi in gioco, se i giocatori lo fanno rischiano di essere messi fuori squadra».

Dai blog