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De Rossi: «Mi è cambiata la vita»

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Quella più evidente è la maturazione tattico-fisica di De Rossi: uno che quest'anno si giocherà, al pari degli altri, una maglia da titolare. Vent'anni dopodomani, un solo problema: avere davanti due signori di nome Emerson e Dacourt. Lui non ha fretta. Ieri capitan Totti non ha perso l'occasione per lodare le sue qualità: «È forte, deve crescere e avere pazienza, la Roma, anzi tutti noi, crediamo in lui». E Daniele ci sta. «Negli ultini due mesi - attacca De Rossi - ho fatto passi da gigante, mi è cambiata la vita di colpo. Sente di essere più vicino a una maglia da titolare anche se davanti ho gente come Emeson, Dacourt, Tommasi e Guigou (che raggiungerà il ritiro solo oggi dopo che ieri durante le visite mediche è stato bloccato a Roma da un battito irregolare al cuore, ndr). Sono ancora tre o quattro passi indietro a loro, ma sto lavorando per crescere al meglio». Già e questa prima parte di preparazione è tutt'altro che una passeggiata. Capello lo aveva trovato un po' ingrassato: minimizza. «Vero, ma ho già perso quasi un chilo e mezzo. Ora stiamo lavorando duro - spiega - e la partita persa contro l'Hannover non conta molto. Il Gol? Segnare ti dà sicurezza e adesso che sento attorno a me la stima e l'aiuto di compagni e società credo non potrò far altro che crescere, ma non ho fretta». E intanto ieri pomeriggio a Irdning è arrivato anche Emerson che nella mattinata era stato sottoposto alle visite mediche di rito nella capitale. Il centrocampista brasiliano ha lodato la società giallorossa per il colpo-Chivu: «Un grande acquisto, ci serviva proprio uno come lui. Ora siamo più forti, ma spero che la Roma non si fermi qui. Io al Chelsea? Non ne ho mai saputo nulla. Io voglio restare alla Roma. Avrò a breve un incontro con la società: non ho dubbi, resto per vincere. Lucio? Non so cosa sia successo». Ieri ha poi iniziato la preparazione anche Dacourt, arrivato il giorno prima. Così, da oggi per De Rossi, ci sarà ancora un po' di spazio in meno. Tiz. Car.

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