Attualità

Il Mit come Indiana Jones a caccia del segreto dell’eterna giovinezza

Un gene specifico «regola» l’orologio umano. Non si può fermare, ma è possibile rallentarlo...

I negromanti di ogni tempo hanno dato la caccia al segreto dell’eterna giovinezza e anche Indiana Jones che, in uno dei suoi film, era riuscito a scovare il Santo Graal. Il sistema per non invecchiare, però potrebbe trovarsi dentro di noi. Un nuovo studio del celebre Massachusetts Institute of Technology ha dimostrato che il gene Sirt1, precedentemente associato ad una funzione protettiva contro le malattie dell’invecchiamento, svolge un ruolo chiave nel controllo dei ritmi circadiani dell'uomo. I ricercatori hanno scoperto che aumentando i livelli del gene nel cervello si riesce a bloccare il decadimento, causato dall’invecchiamento, delle funzioni correlate all’«orologio» circadiano nei topi. Un risultato che potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci per aumentare l’attività del Sirt1, con benefici diffusi per la salute. «Se riuscissimo a mantenere il Sirt1 il più attivo possibile durante il processo di invecchiamento saremmo in grado di ritardare l’anzianità nell'orologio centrale del cervello, dal quale potrebbero irradiarsi notevoli e diffusi effetti positivi all’interno dell’organismo», ha spiegato Leonard Guarente del MIT. Nell'uomo e negli animali, i modelli circadiani seguono un ciclo di circa 24 ore, diretto dal centro di controllo circadiano del cervello, chiamato nucleo soprachiasmatico (SCN), situato nell’ipotalamo. L’indagine è stata descritta sulla rivista Cell.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.