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Ad Appiano Gentile il dolore scompare con un chip

Giancarlo Barolat, medico famoso negli States, dal 2011 ha un centro anche in Italia

“Milioni di persone soffrono di dolori che non hanno una causa chiaramente riconoscibile (per esempio la maggior parte delle cefalee) o non sono curabili. Spesso si crede che conviverci sia l’unica soluzione, ma esistono alternative come la neurostimolazione, efficace nel 75-80% dei casi” dice Barolat, 40 anni di esperienza medica e 8mila impianti realizzati che, oltre al centro a Denver, da qualche anno ha un centro anche in provincia di Como.     NEUROSTIMOLAZIONE – Cosa è la neurostimolazione? Si innestano uno o più elettrodi posizionati strategicamente in modo da trasmettere degli impulsi elettrici che impediscono di sentire il dolore. Gli elettrodi possono venire impiantati in tre sedi diverse: 1- nello spazio epidurale a livello della colonna vertebrale 2- a livello dei nervi periferici (per lo più negli arti) 3- nei tessuti sottocutanei, per stimolare le piccole branche terminali dei nervi. I tre “targets” possono essere combinati anche nello stesso impianto. Gli elettrodi vengono attivati da un piccolo “pacemaker” impiantato in sede sottocutanea. Si tratta di una tecnica reversibile e poco invasiva - soprattutto in confronto alle altre soluzioni disponibili come interventi di stabilizzazione del rachide o resezione delle radici nervose - e praticamente priva di effetti collaterali. Non ci sono limiti d'età. Le controindicazioni sono minime. Lo scopo della neurostimolazione non è di “guarire” il dolore (cosa che è spesso impossibile nei dolori cronici non-oncologici), ma di ridurlo a livelli ben più tollerabili. Molto spesso si riesce ad ottenere una riduzione del dolore tale da migliorare in maniera sostanziale la qualità di vita. Sono necessarie due sedute: una di prova (per valutare l’efficacia della neurostimolazione) e l'altra per l'impianto definitivo, che avviene in sedazione in day hospital. Seguono controlli periodici una o due volte l'anno. Importante è che la neurostimolazione sia eseguita da esperti, altrimenti può non dare i risultati sperati.     INTUIZIONE - L’intuizione di Barolat è stata applicare sistematicamente e a diversi livelli la neurostimolazione, già utilizzata in altri settori, anche per il dolore cronico non oncologico. La neurostimolazione consiste in una stimolazione elettrica del sistema nervoso che sostituisce il dolore con un altro impulso, che funziona nel 75/80% dei casi. “Nei nostri centri trattiamo pazienti che soffrono di dolore cronico, ossia che dura da più di tre mesi, e che non hanno trovato beneficio dai trattamenti finora eseguiti o dalla chirurgia. È un problema che riguarda milioni di persone, che soffrono soprattutto di mal di schiena, dolori lombari, dorsali, cervicali, alle articolazioni e mal di testa. Negli Stati Uniti è piuttosto comune cercare una soluzione a queste problematiche, mentre in Europa in generale, e in Italia in particolare, è ancora diffusa l’idea che il dolore debba essere sopportato e curato solo se oncologico. Purtroppo si tratta di situazioni invalidanti, che arrivano a compromettere la quotidianità e spesso riguardano persone giovani, condannate a soffrirne per tutta la vita. La terapia convenzionale consiste di solito nella somministrazione di antidolorifici o oppiacei: sul lungo periodo, tuttavia, l'effetto tossico può superare quello terapeutico”, spiega Barolat.

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