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Il mago del ritocco Fredric Brandt suicida nella sua casa a Miami

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Il «barone» aveva spianato le rughe a Madonna e a molte top model

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Una risata ha seppellito il barone del botox. Chi pensa sia stata quella di Socrate o di Aristotele sbaglia. A generare ilarità è stato invece l'attore Martin Short, nell'irriverente e urticante parodia di Fredric Brand in onda su Neflix.     FICTION - Short ha vestito i panni del dermatologo, tra i primi sostenitori del botulino e sempre alla ricerca dell'eterna giovinezza. Si è presentato con il tipico camice bianco da chirurgo plastico. Capelli biondo platino. Pelle super tirata e con difficoltà a proferire parola per essersi stirato troppe volte la pelle del viso. Il personaggio, alle prese con strani esperimenti a suon di botox, per fiction si chiama dottor Sidney Grant, ma la similitudine con Brand c'è tutta nella serie comica di Tina Fey «Unbreakable Kimmy Schmidt». O forse è meglio dire c'era tutta. Perché lo show continuerà. Intanto però mister botox s'è tolto la vita. A parlare di suicidio è stato il portavoce della polizia di Miami, Frederica Burden. I motivi che hanno spinto Fredric Brand a farla finita nella sua abitazione di Coconut Grave (Florida), a 65 anni, sarebbero da trattare intorno a una tavola rotonda insieme ad altre star.     KIDMAN - Una per tutte Nicole Kidman, trasformata in star-zimbello per qualche punturina di troppo. Tanto da pentirsene pubblicamente: «Appartengo a una generazione che ha sperimentato questo tipo di trattamenti sul viso e purtroppo penso di esserne il capro espiatorio. Così ho rinunciato, non lo uso più», ha dichiarato. Felice di essersene liberata come altre sue colleghe hanno fatto prima di lei, da Pamela Anderson a Julia Roberts a Tery Hatcher fino ad Amanda Seyfried, che ha detto un no preventivo ai produttori sul set di «Mamma mia» quando la sollecitavano a cominciare a 25 anni.     PIONIERE - Fronte liscia come un tavolo da biliardo, espressione da mummia e guance gonfie tipo un balloon, tutt'altra persona era anche il signor Brand, pioniere nell'utilizzo cosmetico di quanto fu scoperto come veleno nel 1820, approvato come farmaco nel 1989 e rinato come spiana-rughe. E lui lo sapeva bene. Come conosceva sicuramente anche i danni del trattamento «paralizzante» (colpevole delle cosiddette frozen faces, ossia facce congelate). Un rimedio che nei soggetti di età molto giovane rischia di influenzare negativamente la crescita emotiva, «bloccando» anche i sentimenti. Lo sostengono ricercatori dell'Università di Cardiff: la generazione cresciuta a botox potrebbe essere incapace di trasmettere correttamente le proprie emozioni, con gravissime implicazioni nelle relazioni. Ne è un esempio Tess Christian: non sorride da 40 anni. Non una piega sul viso quando è nata la sua prima figlia, né quando si diverte. Gli amici la chiamano Monna Lisa, ma lei sostiene che «anche la Gioconda di Leonardo era moderatamente divertita. Così sono io, solo che non lo dimostro».     NO SMILE - Serietà che condivide anche la strafamosa Kim Kardashian. Persino Victoria Beckham ha sposato il «no smile» come elisir di eterna giovinezza. Va detto che però di parere contrario sono comunque i medici, secondo cui più si sorride, più si rilasciano endorfine e meglio ci si sente. Ma vallo a dire a Fredric Brandt! Eppure, chi come Madonna lo ha conosciuto lo ricorda per il suo senso dell'umorismo. Susan Biegacz, la sua agente, ha dichiarato che il dermatologo era entrato in profonda depressione per lo show, ritenendo che l'imitazione gli stesse rovinando la reputazione. «Ma certamente non è quella la causa del suicidio», ha concluso la Biegacz.     DANNI - Anche se una ricerca choc dell'Istituto di neuro informatica dell'Università del Politecnico federale di Zurigo sostiene che le iniezioni di tossina botulinica per correggere le rughe del viso possono modificare le reazioni del cervello di fronte a stimolazioni tattili delle mani. In casi estremi questa relazione fra viso e mani, ha indotto persone cui sono state amputate le mani a provare «sensazioni fantasma negli arti mancanti in caso di stimolazioni al volto». Eppure in dieci anni in Italia c'è stata una crescita a doppia cifra per il botulino, secondo l'Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino (AITEB). Soprattutto tra un pubblico femminile di età compresa fra i 35 e i 55 anni. Infatti, superano quota un milione gli interventi di chirurgia e medicina estetica eseguiti in Italia nel 2014, con un aumento del 6,2% rispetto all'anno precedente. Nel campo della medicina estetica, la tossina botulinica è diventata, per la prima volta, l'intervento più eseguito (274.870 procedure, +22,9%), superando l'acido ialuronico (265.324, -8,3%).

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