Se fino a qualche anno fa una maternità over 40 era considerata una gravidanza tardiva, ad oggi posticiparla è una scelta sempre più diffusa. I tempi sono cambiati, le donne spesso antepongono la carriera ai figli o in alcuni casi si realizzano tardi affettivamente, quando ormai si pensa che avere un figlio sia quasi impossibile. Le stime Istat dicono però che, oggi, quasi 8 bambini ogni 100, in Italia, vengono partoriti da mamme over 40. Quindi una gravidanza in età avanzata è possibile, basta tenere conto di determinati fattori. Il professor Fabrizio Cerusico, tra i massimi esperti in Italia di fecondazione assistita, responsabile dell’attività clinica del centro R.A.P.R.U.I. di Roma, ci spiega come è possibile preservare la fertilità femminile. Professore, ci spieghi che probabilità ci sono di restare incinta superata una certa età. «Su 100 donne che provano ad avere un bebè a 40 anni, 57 ci riescono naturalmente, 36 restano senza figli, nonostante si affidino a tecniche di fecondazione e hanno un figlio “in provetta”. Il periodo più fertile per una donna è tra i 20 ai 25 anni, fino a 35 anni ancora è alto, poi subisce un notevole calo, per arrivare ad essere bassissimo oltre i 40 anni». Perché accade questo? «Perché le “scorte” di ovuli presenti nelle ovaie, con l’avanzare dell’età si esauriscono. La donna nasce con un “patrimonio” di circa 2 milioni di ovuli. Al momento della pubertà il 90% di questi è già andato perduto, fino a diventare 50 mila intorno ai 20 anni. Ovulazione dopo ovulazione, si verifica un progressivo declino della fertilità fino all’ età di 35-37 anni, quando la velocità di esaurimento dell’ovaio si incrementa drammaticamente». Oltre all’età, quali altri fattori determinano la difficoltà di restare incinta? «Oltre all’invecchiamento delle ovaie, gli altri fattori che incidono su una mancata gravidanza, sono il fumo, le patologie ovariche, come l’endometriosi, molto frequente e quelle terapie chirurgiche e mediche che riducono la funzionalità del tessuto ovarico, come l’asportazione chirurgica dell’ovaio o la chemioterapia». È possibile preservare per tempo il patrimonio ovarico? «Certamente, si può intervenire quando la produzione ovarica è ancora attiva, conservando gli ovociti con una tecnica che si chiama vitrificazione. È importante eseguire una ecografia tra il secondo e il terzo giorno del ciclo mestruale, per individuare il numero dei follicoli antrali presenti nelle ovaie. Maggiore è il numero dei follicoli antrali, maggiore è la possibilità di recuperare ovociti in seguito ad una stimolazione ovarica con gonadotropine». Quando si ha una buona probabilità di successo? «Quando il numero di follicoli antrali è maggiore di 8 ci sono buone possibilità di successo del trattamento. A questo esame generalmente si associa il dosaggio ematico dell’ormone antimulleriano AMH, che costituisce un altro utile indicatore della riserva ovarica. Questo ormone viene prodotto dalle cellule della granulosa dei follicoli antrali ed in accordo con il fenomeno di "invecchiamento" dell’ovaio, ogni anno la sua produzione si riduce di circa il 15% in modo tale da costituire anche un valido fattore prognostico di risposta ovarica alle terapie di stimolazione. Grazie a queste informazioni è possibile decidere quale sia la migliore strategia per programmare una gravidanza». In poche parole come si fa a «conservare» gli ovuli? «La vitrificazione, è attualmente considerata la procedura più efficace per la crioconservazione degli ovociti. Questa metodica evita infatti la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno e all’esterno delle cellule vitrificate, punto critico delle altre metodiche di crioconservazione, consentendo di conservare ovuli e/o embrioni da utilizzare a distanza, per un nuovo tentativo di fecondazione assistita senza ripetere la stimolazione ovarica o per una seconda gravidanza da affrontare a tempo debito, visto che il materiale biologico può rimanere vetrificato per un lungo periodo di tempo, senza che vengano compromesse qualitativamente le caratteristiche iniziali». In sostanza è bene pensarci per tempo se si vuole un domani avere la fortuna di diventare mamma. «Direi che è consigliabile programmare una gravidanza prima dei 35 anni, ma in caso di impossibilità, fondamentale è conservare gli ovociti».
Mamme over quaranta. Ora è più facile
Conservare gli ovociti con la vitrificazione per la gioia di avere un figlio Il ginecologo: «Il metodo è efficace, ma prima si decide e meglio è»
