Minori stranieri e soli, se ne trovano 50 al mese. Il report su Roma e Lazio
Alle stazioni ferroviarie, ai giardinetti, accampati per strada. È così che i «minori stranieri non accompagnati», ovvero senza adulti di riferimento, vengono trovati dalle forze dell’ordine o dagli operatori sociali. Solo a luglio 2026, secondo i dati del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nel Lazio ne sono stati registrati 50, di cui 45 a Roma e provincia. Minorenni che si muovono in città come fantasmi finché qualcuno non si accorge della loro presenza, o peggio, finché non commettono reati. Tra i rischi segnalati dal ministero della Giustizia, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, c’è soprattutto che questi minori finiscano coinvolti nello spaccio di droga o che compiano reati predatori. Fattispecie, questa, di cui nella Capitale sono sempre più spesso protagonisti baby gang e gruppi di «maranza», giovani e stranieri anche loro, che possono diventare un polo attrattore per i coetanei rimasti soli.
Non a caso comunque la Prefettura ha dichiarato per quattro mesi zona rossa il Colosseo e dintorni, luoghi di ritrovo di gruppi di adolescenti che puntano il portafogli dei turisti. Tornando ai cosiddetti «Msna», a giugno scorso gli «ingressi» nel Lazio erano stati 53, a maggio 41. Segno che il fenomeno è tutt’altro che marginale e che il flusso non si arresta, anche se i numeri sono più bassi rispetto ai due anni precedenti. A luglio 2025 infatti le nuove registrazioni nel Lazio erano state 76, di cui 64 a Roma, e 84 a luglio 2024, di cui 80 nella Capitale.
Lotta ai maranza, Colosseo e Fori Imperiali diventano "zona rossa"
Ma chi sono questi «Msna»? È sempre il Ministero, tramite il portale istituzionale, a fornire il quadro della situazione. Al 31 luglio 2026 ne risultano presenti 709 nel Lazio, 365 solo a Roma e nell’hinterland. Chissà quanti altri, che magari non hanno mai incontrato una divisa, sfuggono al censimento. Il gap di genere è netto: quasi nove su 10 sono maschi, principalmente 16 e 17enni. Solo l’11% ha tra i 7 e i 14 anni e meno dello 0,3% non supera i sei. La situazione è inversa se si guarda alla residua quota femminile (meno di cento ragazze in tutto): quella più numerosa è la fascia 7-14 anni, solo otto le diciassettenni. Anche la provenienza mostra una prevalenza chiara: più della metà nel Lazio sono egiziani (360), seguono gli ucraini (162), effetto della guerra in corso. Molti di meno i tunisini (37) e i cittadini di Bangladesh e Gambia (27 e 24). A conti fatti, quella egiziana risulta da anni la quota più numerosa, anche considerando i nuovi ingressi, e solo nel 2023 sono stati meno degli ucraini (l’offensiva russa nel Paese è iniziata a febbraio del 2022).
Nota dolente è l’accoglienza, perché i posti, non è un mistero, sono pochi: 117 quelli della rete Sai in tutto il Lazio, ovvero quelli direttamente gestiti dallo Stato, a fronte di oltre 700 presenze complessive. E sono tutti occupati. Nella Capitale il Comune aggiunge 80 posti, di cui 20 per neo-maggiorenni, in due strutture convenzionate con il Sai in zona Torre Spaccata, per cui il Viminale rimborsa fino a cento euro al giorno per ciascun ospite. Altri posti sono stati reperiti sul mercato privato. La domanda cruciale resta sempre la stessa: dove vanno i minorenni quando il posto in struttura non si trova? Nel 2023, come Il Tempo ha documentato con diversi servizi, li ospitava addirittura la polizia in commissariato. Dormivano su sedie e scrivanie.
Dai blog
Prince inedito, con Timeless arrivano dieci canzoni nuove
The Beatles a Abbey Road, tutti sul set per i 4 film di Mendes
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso