Roberto Saviano (con la scorta) a Spin Time e spariscono i disegni contro la polizia
«È così che si difendono le città e la Costituzione». Parola di Roberto Saviano, uno degli esponenti del mondo della cultura che ha firmato l’appello in solidarietà a Spin Time, che ieri pomeriggio ha portato la sua testimonianza al presidio dell’occupazione. É stato accolto da don Mattia Ferrari con il quale si è mosso in pellegrinaggio fino al cancello dello stabile sotto sequestro. Pochi metri a piedi, circondato dalla scorta. Davanti al cancello è stato accolto da Giovanna Cavallo, attivista di Spin Time, che ha mostrato le tende, i bambini nelle piscine e il cancello con l’avviso di sequestro della questura.
«Dopo che ci hanno evacuato a causa dell’incendio abbiamo sentito diversi rumori provenire dall’interno. Abbiamo poi scoperto che la polizia ha controllato le stanze e aperto i cassetti», denuncia l’attivista a Saviano. Mostrati allo scrittore anche i disegni dei bambini che vengono appese a un filo. Tra queste la rappresentazione di una macchina della polizia in fiamme con la scritta «Too hot for polizia». Ma prima dell’arrivo di Saviano i disegni vengono staccati dal filo: «Attacchiamoli all’ingresso, che i giornalisti li vedano», dicono gli attivisti. Ma all’appello ne manca uno, proprio quello dell’auto della polizia. È per terra vicino all’ingresso del centro sociale, la macchina cancellata con il pastello blu, la scritta tagliata via. Meglio nasconderla agli occhi di Saviano e della sua scorta.
Spin Time, il Comune tratta per comprare il centro sociale. Sopralluogo nel palazzo
Poi lo scrittore viene invitato a parlare al microfono. Attraversa la folla adorante quasi schernendosi e alla fine si concede tra gli applausi. «Migliaia di appartamenti a Roma, come sapete, sono vuoti. Si tratta di puri investimenti speculativi: fondi che comprano appartamenti aspettando che aumenti il prezzo, per poi scambiarli. Roma, Londra e Parigi stanno diventando capitali-scrigno, quando va bene, di investimenti destinati al turismo. Nella maggior parte dei casi, però, gli appartamenti non sono più costruiti per far vivere le persone e permettere alla città di esistere, ma per nascondere denaro e proteggere affari e scambi». E poi ci tiene a ricordare che nel caso di Spin Time «non si tratta di un’occupazione» e lo vuole ricordare anche «al ministro Piantedosi. Comprendo la propaganda che sta avvenendo in queste ore. Consiste nel poter dire a una parte dell’elettorato, che magari ci casca, "io sto ripulendo i luoghi di illegalità". È molto più facile farlo quando ci sono famiglie e quando c’è vita, piuttosto che laddove ci fosse un presidio di militanza politica dura». Il riferimento è a «CasaPound che viene tenuta aperta». La presenza di Saviano non è passata inosservata. «Facile fare retorica e sfilare in passerella. Sono tutti buoni a fare i solidali ... con il palazzo degli altri», ha commentato Federico Mollicone, deputato di FdI.
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