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Spin Time, il Comune tratta per comprare il centro sociale. Sopralluogo nel palazzo

Gabriel Bernard e Martina Zanchi
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Ancora una volta è fumata nera. Il centro sociale romano Spin Time, sequestrato dopo l’incendio del 29 luglio scorso, resta off limits per gli occupanti abusivi perché, nonostante le continue e «sinistre» pressioni esterne al tavolo istituzionale che ieri sera si è riunito in Prefettura, la soluzione al caos di via Santa Croce in Gerusalemme non è arrivata. Intanto gli occupanti dello Spin Time da giorni hanno «occupato» (si fa per dire, visto che la chiusura è stata disposta dalla polizia locale) pure la strada adiacente, creando non pochi problemi ai residenti. E tra balli e tornei di calcetto hanno ribadito che non si muoveranno da lì finché il Campidoglio del sindaco Roberto Gualtieri non tornerà da loro con le notizie auspicate, ovvero che il Comune comprerà lo Spin Time, scongiurando una volta per tutte lo sgombero. Ma la questione sembra più complessa di quanto sembrasse all’inizio.

«Nel corso dell’incontro - ha fatto sapere il Campidoglio al termine della riunione di ieri - Roma Capitale ha presentato una proposta che prevede l’acquisizione dell’immobile sulla base della valutazione dell’Agenzia del Demanio o dell’Agenzia delle Entrate e la contestuale stipula di un accordo ponte, ai sensi dell’articolo 1322 del Codice civile (un contratto atipico, ndr) finalizzato ad assicurare l’immediata disponibilità dell’immobile a Roma Capitale e a consentire, nel più breve tempo possibile, il rientro delle famiglie e delle persone più fragili». Non ci sarebbe ancora una stima della somma che il Campidoglio è pronto a offrire alla proprietà, il fondo Investire Sgr, che ieri era presente al tavolo in Prefettura, ma una prima valutazione potrebbe arrivare dal sopralluogo tecnico che si svolgerà nell’edificio sequestrato «non appena l’autorità giudiziaria ne autorizzerà lo svolgimento», spiega Roma Capitale. L’obiettivo è di valutare le condizioni del palazzo e quindi anche il suo valore. Successivamente il tavolo verrà riconvocato. Non è finita qui, secondo quanto emerso a margine della riunione, Investire Sgr avrebbe addirittura prospettato la possibilità di stanziare delle somme per l’assistenza degli occupanti «fragili». Nel frattempo una raccolta fondi che sarebbe stata lanciata online da attivisti di Spin Time, sulla piattaforma GoFundMe, ha superato in serata i 90 mila euro.

«Ogni singolo euro donato andrà ad alimentare le attività, la resistenza e la continuità dei progetti sociali e culturali di Spin Time», si legge al link della petizione. Naturalmente (continuiamo noi) la spesa di «ogni singolo euro» dovrà essere rendicontata, per la trasparenza dovuta ai donatori. E mentre in Prefettura, al cospetto del prefetto Lamberto Giannini, si confrontavano il sindaco Roberto Gualtieri con l’assessore alla Casa Tobia Zevi, i rappresentanti di Investire Sgr, il questore Roberto Massucci e Sua eminenza Monsignor Baldo Reina, Vicario Generale della Diocesi di Roma, all’Esquilino gli attivisti di Spin Time devono avere iniziato a percepire un certo fastidio tra i cittadini, costretti a convivere con un campeggio a cielo aperto.

Da una parte, gli slogan urlati che vanno avanti da giorni («Noi da qui non ce ne andiamo. Restiamo finché non ci faranno rientrare»), dall’altra, su via Santa Croce in Gerusalemme e sulle strade parallele sono stati attaccati degli inviti vicino ai citofoni: «Vuoi venire a cena con noi. Per scusarci del disagio ti invitiamo a mangiare insieme alle 20». Un’iniziativa che non tutti hanno apprezzato, e nel vicinato si mormora che «ormai la strada è diventata un campeggio». Ma questa non sembra essere tra le priorità delle istituzioni riunite a Palazzo Valentini.

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