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Caos Enasarco, protesta in Campidoglio: "Giù le mani dalle nostre case"

Gabriel Bernard
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«Gualtieri, giù le mani dalle nostre case», lo hanno gridato sotto le finestre del Campidoglio, arrabbiati, oltre cento residenti degli immobili Enasarco arrivati ieri in piazza per chiedere al Comune di Roma di fermare l’acquisizione dei 1.040 appartamenti dell’ente per destinarli a case popolari. Una protesta organizzata dal Movimento 19 Dicembre che ha portato sotto Palazzo Senatorio proprietari da diversi quartieri della Capitale, accomunati dal timore che il progetto dei condomini misti possa svalutare le abitazioni acquistate, spesso con mutui ancora da estinguere.

Tra striscioni, magliette con la scritta «No ai condomini misti» e cartelli contro il sindaco, i manifestanti hanno chiesto un confronto diretto con l’amministrazione capitolina: «Vogliamo un solo interlocutore. Roberto Gualtieri deve parlare con noi». In piazza sono state raccolte altre firme contro l’operazione, portando il totale a 3.000. E c’è chi ha deciso di portare con sé anche una copia dell’articolo 47 della Costituzione, quello che tutela il risparmio e la proprietà della casa.

È scritto sopra uno striscione che tiene in mano Pasquale Di Somma, residente di un immobile Enasarco di Ostia: «Nel municipio X abbiamo già tanti problemi e adesso si aggiunge anche questa vicenda. Io chiederei al sindaco Gualtieri di venire nei nostri quartieri per vedere di cosa abbiamo davvero bisogno». I manifestanti hanno atteso per ore la possibilità di essere ricevuti, ma l’incontro non c’è stato. «Me lo aspettavo - afferma l’avvocato Tiziana Siano, portavoce del Movimento 19 Dicembre - e questo dimostra che la nostra protesta è corretta. Il condominio misto ha senso se si vuole portare un miglioramento, inserendo persone che poi hanno la possibilità, un domani, di comprare quelle case. Se però le assegnazioni vengono fatte senza controlli, si rischia che gli inquilini non abbiano rispetto dei beni altrui, danneggiando chi invece sta facendo sacrifici per vivere in quegli appartamenti. Per questo non ci fermeremo finché la manifestazione di interesse non verrà ritirata».

A seguire la protesta anche il centrodestra capitolino, che nei giorni scorsi ha presentato una mozione unitaria per chiedere lo stop all’operazione. «Da mesi i residenti chiedono risposte e un confronto pubblico, ma dal Campidoglio continuano ad arrivare soltanto silenzi e rinvii», attacca Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina. Sulla stessa linea Valerio Gentili, segretario romano di Noi Moderati: «Serve un tavolo di confronto tra l’istituzione, i residenti e i proprietari per conciliare il diritto all’abitare con la tutela di chi ha investito i risparmi di una vita nella propria casa».
 

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