Caso Enasarco, il centrodestra fa fronte comune per bloccare le compravendite
«La compravendita degli immobili Enasarco è una vicenda torbida, calata dall’alto sulla pelle dei cittadini». Marco Perissa, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore romano del partito, è lapidario mentre presenta la mozione congiunta del centrodestra per fermare l’operazione immobiliare tra il Campidoglio e l’ente di previdenza Enasarco. Una polemica iniziata a dicembre 2025, quando il Campidoglio ha deciso di acquistare 1.040 appartamenti dell’Ente, con un costo di circa 250 milioni di euro. I proprietari degli immobili interessati dalla delibera contestano la mancanza di confronto e temono squilibri condominiali con la nascita dei cosiddetti "condomini misti", dove chi ha acceso un mutuo per acquistare un immobile da Enasarco rischia di ritrovarsi sul pianerottolo assegnatari "sociali" ai quali gli alloggi verranno praticamente "regalati" dall’Amministrazione.
Ieri il centrodestra capitolino ha discusso il tema dell’emergenza abitativa criticando le scelte dell’amministrazione Gualtieri. «Quella messa in atto dal Comune è una truffa nei confronti dei romani. Per questo chiediamo l’annullamento delle due delibere», ha dichiarato il consigliere capitolino Fabrizio Santori durante l’incontro nella sala "Laudato Si" di Palazzo Senatorio.Secondo Valerio Gentili, segretario romano di Noi Moderati: «Non siamo contrari alle politiche abitative, ma non possono essere imposte senza tener conto dei proprietari. Così si generano tensioni sociali». Il Movimento 19 Dicembre, guidato dall’avvocato Tiziana Siano e formato dai proprietari degli immobili Enasarco, ha annunciato una manifestazione per domani in Campidoglio. Una protesta alla quale il centrodestra ha deciso di aderire «per dire basta alle decisioni imposte senza controlli da parte della giunta Gualtieri».
Per Luisa Regimenti, assessora regionale alla sicurezza, «si tratta di un attacco ideologico alla proprietà privata: chi ha acquistato quegli immobili ora li vede deprezzarsi». Regimenti ha ricordato il caso degli appartamenti sulla Cassia inseriti nella delibera, una vicenda portata alla luce da Il Tempo, con spese condominiali che arriverebbero a 500 euro al mese. Il presidente della commissione capitolina Patrimonio Yuri Trombetti aveva precisato che «gli oneri sarebbero stati anticipati dall’Amministrazione, che si sarebbe poi rivalsa sugli inquilini». Ma gli interrogativi su eventuali insolvenze restano.
Il centrosinistra ha tentato di metterci una pezza in Regione, con un blitz in commissione Bilancio ad aprile in cui sono stati presentati emendamenti quasi ad hoc, ma il centrodestra guidato dalla presidente della commissione Patrimonio, Laura Corrotti, li ha respinti.
Nelle prossime settimane la mozione presentata ieri arriverà in Aula Giulio Cesare, Fabrizio Santori non dà nulla per scontato sull’esito del voto: «Anche alcuni consiglieri di sinistra sono preoccupati per questa situazione. Vediamo se potranno esprimersi liberamente o ci sarà l’imposizione di un voto di scuderia».
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