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Tradimenti, Roma seconda dopo Milano per incontri sulle App. Identikit del fedifrago

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Damiana Verucci
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App, siti di incontro, social network. Spesso al lavoro, ma anche da casa, quando magari la moglie o la compagna, o il marito o il compagno, dormono senza il minimo sentore. E invece, intorno a loro si consuma il tradimento, quello tra i più classici, si inizia con un like su una foto, poi un messaggio, poi altri cento e infine ci si dà appuntamento per vedersi di persona per quello che sarà uno o più incontri che certificheranno le «corna» al proprio partner. Roma è la seconda città italiana per il desiderio proibito, viene subito dopo Milano, con 240 mila romani, almeno fino ad oggi quelli certificati dalla app di incontri «Gleeden». Certo non l’unica che esiste sul mercato, ma quella che ha analizzato anche l’utente medio, tenendo ovviamente rigorosamente segreti i nominativi dei «frequentatori».

La Capitale concentrerebbe dunque ben il 16% degli 1,5 milioni di utenti totali italiani, seconda solo al capoluogo lombardo mentre terza città è Torino. I tre capoluoghi insieme raccolgono quasi la metà di tutti gli iscritti. Ma chi sono i traditori tipo? Se il 60% degli utenti è uomo e il 40% donne, la maggioranza degli utenti iscritti ha tra i 35 e i 54 anni anche se è la fascia 45-54 anni la più rappresentata, seguita a un punto percentuale di distanza dall’intervallo 35-44. C’è però anche un’età singola più ricorrente, ovvero i 46 anni. Si tratta di adulti nel pieno della vita lavorativa e familiare, magari già con dei figli, forse un po’ stanchi della normale routine di tutti i giorni, che trasgrediscono per il piacere di farlo trovando altri individui da remoto, iniziando il più delle volte uno scambio innocente, o quasi, fatto di messaggi, complimenti, racconti più o meno verosimili della propria vita.

Ma lasciamo agli esperti le motivazioni del perché si tradisce o del perché si instaurano meccanismi legati al tradimento anche in presenza di vite e rapporti normali e, almeno all’apparenza, perfino soddisfacenti. I diretti interessati, sempre in anonimato, dichiarano che hanno tradito perché attratti fisicamente dall’altra persona, ma anche per la mancanza di attenzione da parte di chi gli sta accanto, e questo pare riguardi soprattutto le donne, sebbene la motivazione fisica si rilevi particolarmente pregnante tra i così detti boomer, ovvero i nati tra il 1946 e il 1964. Emerge, inoltre, che chi finisce di tradire non prova più di tanto sensi di colpa, anzi. Spesso non si limita a farlo una volta o con la stessa persona, anche perché ammette che proprio che la tecnologia offre infinite possibilità di conoscenza e rende tutto meno impegnativo e quindi più facile.

Circa la metà delle persone che usano queste app, infatti, concordano nel considerarle un luogo che alimenta comportamenti negativi, irrispettosi verso le altre persone e disimpegnati verso le relazioni e meno di un frequentatore su tre le ritiene utili per conoscere persone affini a sé. Dunque c’è piena consapevolezza di quello che si fa, e anche, sembrerebbe, decisamente poco amore. Inevitabile ripensare alla risposta che Franco Califano ha dato a chi gli domandava quale fosse il segreto per far durare una relazione: «L’unico modo è vivere in camere separate, in case diverse e, se si è benestanti meglio, ancora in città diverse».
 

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