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Dai Parioli al Centro, le scuse per tradire: "Colazioni di lavoro e convegni fuori porta"

Martina Zanchi
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Quando si parla di investigatori privati, Tomponzi è un’istituzione. Fondata a Milano nel 1948 da Tom Ponzi, uno dei primi investigatori autorizzati, in pochi anni l’agenzia è arrivata nella Capitale ed è passata prima sotto la guida della figlia del fondatore, Miriam, e poi al nipote Tommaso Jaroudi Tomponzi, che ha accettato questa intervista. Del resto, nessuno meglio di loro conosce i segreti dei «fedifraghi» romani.

Chi sono oggi i vostri clienti e come sono cambiati in questi anni?
«Chiunque può essere nostro cliente, ma ci sono due categorie: i privati e le aziende. Nell’ambito del privato, abbiamo genitori, nonni, mogli e mariti che vogliono conoscere la verità. Oggi le possibili fonti informative sono aumentate tantissimo e ciò ha generato tanta confusione, perché la gente non sa quali informazioni può utilizzare e quali no. Quando ho cominciato a fare questo mestiere, le persone venivano da noi con dei sospetti, degli indizi. Oggi invece quando arrivano hanno già "beccato" il famoso messaggio sul telefono». 

Ci sono quartieri da cui ricevete più richieste?
«Esiste una mappa di Roma, statistica e non scientifica, ma non tanto rispetto alla possibilità di tradimento quanto alla modalità. Nel senso che, in base a dove noi dobbiamo andare a indagare, ci possiamo attendere una modalità oppure un’altra». 

Ad esempio?
«Ai Parioli, Trieste, Salario, Flaminio e in generale a Roma Nord, c’è il convegno fuori porta. In vent’anni è stata forse la cosa più frequente in quella zona. Se invece dovessimo pensare a Roma Ovest, Centro, Prati e alla zona dei tribunali, ci sono le colazioni di lavoro. In questi quartieri tanti avvocati, tanti medici hanno una grande libertà durante il giorno ma una minore possibilità di muoversi».

Delle vostre indagini romane vi è rimasto in mente qualche aneddoto particolare, qualche situazione scomoda o complicata?
«Dalle feste per scambisti alle donne con transessuali, intesi come uomini in transizione femminile, da non confondersi con il travestitismo. Se dovessi dare un numero, direi che negli ultimi dieci anni superiamo la quindicina di casi. Parliamo di persone che si sono conosciute per motivazioni varie, anche professionali, e che hanno creato delle relazioni. Non si tratta di mordi e fuggi».

Quali sono i servizi più richiesti?
«Segnalo intanto l’aumento delle richieste per stalking e per la tutela dei minori. Queste ultime spesso partono dai nonni, che magari notano il nipote con troppi soldi in mano. Più in generale oggi forse il 70% del nostro lavoro si è spostato sulle aziende, ma le richieste per infedeltà sono rimaste costanti. Anzi, in questo periodo dell’anno c’è un’esplosione. È capitata proprio la settimana scorsa una persona che portava il figlio a fare sport, ma durante quelle due ore di allenamento se ne andava...».

Quanto costa un’indagine? È per tutte le tasche?
«Sì, se è progettata bene. Il giusto equilibrio sta nel capire cosa fare e quando. Ad esempio seguire una persona per 15 giorni, come molti pensano di voler fare, è antieconomico oltre che il più delle volte inutile».

Chiudiamo con un consiglio da esperto a chi non vuole farsi “beccare”.
«Non cambiare le proprie abitudini. Non cominciare a mettere il telefono con lo schermo verso il basso. Non cambiare tono di voce quando si fanno "quelle" conversazioni. Molta gente poi fa l’errore di scegliere gli stessi posti in cui va con il marito o la moglie. Meglio un’alternativa dall’altra parte della città»

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