Fiume di soldi pubblici per il "Giro" targato Rcs
Quest’anno il Giro d’Italia arriverà nella Capitale il 31 maggio e visti i precedenti tutto lascia pensare che, anche stavolta, sarà un salasso per le casse comunali. Non è stata ancora pubblicata la procedura negoziata (che non prevede una gara) per l’edizione 2026 ma per tre anni consecutivi, nel 2023, 2024 e 2025, Roma Capitale ha sborsato in tutto 3,6 milioni di euro in favore di Rcs Sport Spa, che «dispone dei diritti esclusivi di utilizzazione economica connessi al Giro e dei relativi marchi con facoltà di concessione a favore di terzi», si legge nella determina di affidamento dello scorso anno, firmata dal dipartimento capitolino Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda. Ciascuna edizione è costata ai romani 1,2 milioni e ha visto la firma di una convenzione apposita tra la società e il Comune.
Mercoledì scorso la tappa finale del Giro è stata presentata in Campidoglio alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, di Urbano Cairo, presidente di Rcs MediaGroup, dell’assessore a Sport e Grandi eventi Alessandro Onorato, di Paolo Bellino, amministratore delegato di Rcs Sports & Events, di Stefano Barigelli, direttore de La Gazzetta dello Sport, e di Vincenzo Nibali, vincitore di due Giri nel 2013 e 2016. «Il Giro d’Italia veicola un’immagine positiva di Roma, dando una grande visibilità con milioni di telespettatori in tutto il mondo, e soprattutto genera ingenti ricadute turistiche ed economiche», ha dichiarato l’assessore Onorato, affermando oltretutto che «secondo le stime della banca Ifis, l’indotto sul territorio romano è stimato in oltre 100 milioni di euro ogni edizione».
Questo insomma giustificherebbe il corrispettivo riconosciuto agli organizzatori per ciascuna edizione, portando la cifra complessiva a sfiorare i cinque milioni in quattro anni, se l’importo di 1,2 milioni verrà confermato anche per il 2026. Esborso che comunque nel passato non ha esonerato Roma Capitale dal metterci un certo impegno. «Sono a carico dell’Ente - si legge nel contratto 2025 e in quello del 2024 - tutti i costi relativi ai servizi necessari all’organizzazione della Tappa. A titolo esemplificativo e non esaustivo: i costi per i lavori stradali indicati nel Rapporto Tecnico; i costi comunali relativi ai servizi di polizia locale; i costi relativi ai servizi di pulizia delle aree interessate pre-gara; i costi relativi all’allestimento (nei limiti di quanto già nelle disponibilità dell’Ente) del Quartier Tappa e gli eventuali costi di noleggio dei locali». Tra i compiti degli organizzatori, invece, quello di «redigere una relazione conclusiva che illustri le attività svolte e i risultati raggiunti in termini di ritorno positivo per la città. La relazione sarà trasmessa all’Ente entro il 31 ottobre 2025».
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