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Sessanta gabbiotti dei vigili su 82 da smantellare ma mancano i fondi

Martina Zanchi
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A Roma la rimozione dei gabbiotti della polizia locale, tappa fissa di vandali e graffitari più che di attività dei Caschi bianchi, è ancora al palo nonostante al Comando generale se ne discuta ormai da anni. Qualche novità però c’è, visto che le cabine da smantellare sono diventate 60 - almeno nell’ipotesi al vaglio di piazza della Consolazione - rispetto alla quarantina prospettata a febbraio 2025, quando il neo comandante Mario De Sclavis ha iniziato a lavorare al piano di dismissione. Piano che non è ancora partito, visto che deve essere ancora completato l’inventario e soprattutto bisogna capire quanti fondi ci saranno a disposizione per le coperture economiche. Sono tuttora vaghe, infatti, anche le tempistiche dell’intervento e la sensazione è che i romani dovranno sopportare la vista di quei relitti urbani ancora per diverso tempo.

Una volta partite le dismissioni, comunque, i gabbiotti «superstiti» dovrebbero essere 16, tra i quali rientrerebbero i sei del progetto «Cabin art», grazie al quale sono diventati tele per i writer vincitori del concorso comunale (che li ha premiati ciascuno con 6.500 euro). Ma escluse quelle riqualificate, restano dozzine di cabine inutilizzate e degradate. Lo conferma anche il comandante De Sclavis, in risposta a un’interrogazione del consigliere capitolino di Forza Italia Francesco Carpano: «Il degrado segnalato a partire dal 2022 risulta essere peggiorato per molte delle cabine poste in posizioni particolarmente esposte a condizioni atmosferiche e di inquinamento ambientale (...) e ad azioni vandaliche con vernici e acidi corrosivi».

Sono 82 le cabine ancora presenti in città, la cui installazione è iniziata nel 2004 e che pian piano, con le nuove modalità operative e l’evoluzione dei controlli stradali, hanno perso la loro funzione. Oggi sono tutte censite e georeferenziate: ben 16 si trovano nel Municipio I (più due sul Colle capitolino), 11 nel II, 9 nel V e nel VII, 5 nell’VIII e nel XIII, una sola nel Municipio IX e tre ciascuno nel III, IV, VI, X, XI, XII, XIV e XV. Un presidio messo in discussione già nel 2022 dall’allora comandante Ugo Angeloni, che aveva iniziato a valutare la dismissione delle cabine considerati anche i costi di manutenzione.

Nel 2021 il consigliere capitolino Francesco Figliomeni fece un accesso agli atti scoprendo che il costo annuale della manutenzione delle allora 88 cabine era di poco meno di 50 mila euro, per l’esattezza 47.520, e che la spesa totale per le casse pubbliche era stata di 224.613,68 euro in cinque anni. Già in quel periodo peraltro le condizioni di gran parte dei gabbiotti erano critiche e si è iniziato a ragionare sull’opportunità di tenerli in piedi. A distanza di cinque anni, però, sono ancora quasi tutti al loro posto, ad accumulare degrado.
 

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