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inchiesta roma

Inchiesta talpa in procura, dubbi sugli "alibi" di Camilla Marianera

Si arricchisce di nuovi particolari l’inchiesta nei confronti di Camilla Marianera, praticante avvocato arrestata lo scorso febbraio e accusata dai pm capitolini, insieme al compagno Jacopo De Vivo (il suo procedimento è ancora in fase di udienza preliminare), di corruzione in atti giudiziari. Secondo i magistrati capitolini, l’aggiunto Paolo Ielo e i sostituti Giulia Guccione e Francesco Cascini, la coppia avrebbe venduto notizie coperte da segreto istruttorio, in cambio di mazzette: sistema che si sarebbe avvalso di un pubblico ufficiale «ancora ignoto» dell’ufficio intercettazioni della cittadella giudiziaria.

L’ultima udienza del processo, con rito immediato, a carico della ventinovenne, è stata celebrata il 20 ottobre, proprio in questa occasione sarebbero emerse delle presunte incongruenze nella sua tesi difensiva. Sotto la lente del Nucleo operativo dei carabinieri sono finite tre date: il 22 settembre 2022, il 22 ottobre 2022 e il 21 gennaio 2023.

L’imputata sostiene che in quei giorni si è recata dal suo dentista (R.R.), in una struttura del quadrante sud-est della città. Eppure a giudizio dell’accusa si tratterebbe di un’ipotesi fasulla, costruita a tavolino: infatti alcuni di questi appuntamenti sarebbero stati inseriti artificialmente. A sostegno di quanto ipotizzato in due informative redatte dagli uomini dell’Arma, e acquisite nel fascicolo del pm, sono stati allegati i risultati di tabulati e celle telefoniche, i quali farebbero supporre che Marianera (difesa dall’avvocato Marco Marronaro) non fosse effettivamente nei pressi o in un’area vicina alla struttura in cui lavora l’odontoiatra.

Ma non è finita qui dato che cinque dipendenti dello studio dentistico, dopo essere stati sentiti in veste di persone informate dei fatti, dovranno comparire in aula in qualità di testimoni per far luce su quanto accaduto in quei tre giorni. Occorre precisare che al momento R.R. non è indagato, eppure la sua paziente rischia di farlo finire nella rete della giustizia. Ma ci sono almeno altri due aspetti che lo fanno entrare, non in punta di piedi, nella vicenda Marianera. A far incontrare per la prima volta il dottore e la giovane sarebbe stato il padre di lei, Luciano, pluripregiudicato per traffico di stupefacenti. Accusa che in passato ha sfiorato pure lo stesso dentista. Senza dubbio dal caso Marianera stanno emergendo diversi spunti che suscitano non solo l’interesse degli investigatori. Si torna in aula il prossimo otto gennaio.

A tutt’oggi, invece, è ancora aperta l’inchiesta che sta cercando di chiarire chi abbia aiutato la coppia all’interno della sala intercettazioni. Discorso diverso per Jacopo De Vivo, figlio dello storico ultras giallorosso «Peppone». Proprio 48 ore fa è stata celebrata un’udienza preliminare, durata un’ora circa. L’indagato ha chiesto di poter essere giudicato con il rito abbreviato, condizionato da una consulenza tecnico-informatica. La decisione del gup è attesa per il 31 gennaio. 

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