Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Mattarella al MAXXI celebra la Costituzione con il ministro Sangiuliano

Gabriele Simongini
  • a
  • a
  • a

È un segnale importante per la nostra cultura la scelta di celebrare i 75 anni della Costituzione italiana con la realizzazione di un’opera d’arte presentata al MAXXI alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che ha parlato di «un messaggio universale di speranza». Un evento che ha avuto luogo ieri, con l’installazione «Non uccidere», firmata a quattro mani da due personalità di prim’ordine, l’artista Emilio Isgrò e l’architetto Mario Botta. «Questa installazione potentemente evocativa entrerà - ha detto Alessandro Giuli, Presidente Fondazione MAXXI - nella Collezione del Museo, patrimonio di tutti gli italiani. Da quest’opera si irradia un imperativo categorico. "Non uccidere" implica anche "Non far morire" e quindi proteggere l’umanità dalla morte. Se Goethe scriveva poeticamente "Viva chi vita crea", dal MAXXI oggi risuona idealmente un "viva chi vita salva"». "Non uccidere" è composta da una grande opera di Isgrò, un monumentale bassorilievo in pietra del Sinai articolato in undici elementi, e da un’architettura sacrale e rarefatta in cedro del Libano progettata da Botta e collocata nella grande piazza del Museo. I materiali costitutivi dell’opera, pur scelti molti mesi fa, possiedono una straordinaria attualità e rimandano al tragico conflitto in corso in Medio Oriente.

 

 

Isgrò riflette sul tema dei princìpi di convivenza sociale alla base di tutte le carte costituzionali e ripropone le tavole bibliche dei Dieci comandamenti, interpretati come fondamento morale della società civile, sulle cui iscrizioni è intervenuto con la sua cifra tipica, l’atto della cancellatura, lasciando in evidenza solo il quinto comandamento: Non uccidere. Sulle undici coppie di tavole in pietra, la cui forma ricalca quella dell’iconografia classica, i comandamenti sono stati tradotti in altrettante lingue per rendere sempre più universale il messaggio di pace e sono incisi in rosso: è il «il colore del sangue e della risurrezione», come scrive lo stesso Isgrò, per il quale «la cancellatura non è un atto distruttivo. È un dire no per poter dire un sì alle cose che contano, è un elemento di riflessione». Il Padiglione di Botta, formato da ventuno arcate alte oltre otto metri per creare uno spazio condivisivo e di dialogo potenziale, è realizzato con legno proveniente dal recupero di piante tagliate in giardini privati o cadute a seguito di fenomeni atmosferici. Come ha detto Emilio Isgrò nel suo bell’intervento, «non speravo che un giorno avrei trovato un amico, un meraviglioso compagno di viaggio che mi consentisse di lavorare finalmente "a quattro mani", mettendo per una volta da parte il triste Narciso che noi artisti ci portiamo dentro per colpa della nostra solitudine e insicurezza.

 

 

Il nome di questo amico, l’architetto Mario Botta, mi è stato proposto dal MAXXI. Era proprio il nome che desideravo: giacché da almeno trent’anni io e l’architetto svizzero ci auguravamo a ogni incontro di fare qualcosa di serio insieme. Io avevo pronta la mia idea, lui aveva pronta la sua. Si sono combinate insieme come in una fusione a freddo che di sacro ha soltanto l’amore per l’arte e per la Costituzione repubblicana che ci invitano a celebrare. Il comandamento "Non uccidere" è più prezioso degli altri in un mondo dove uccidere non pare nemmeno un delitto. E vale per tutti, a cominciare dal pubblico che a volte fa più affidamento sulle proprie viscere che sulla propria testa. Ma vale principalmente per noi artisti, scrittori, musicisti e architetti. Non c’è bisogno di uccidere per riaffermare, oggi e sempre, le ragioni dell’arte e della cultura. Questo è il comandamento che mi piace condividere con Mario Botta che, al solo toccarla, cancella senza fatica il peso della materia». E Botta ha sottolineato che «far emergere nel panorama simbolico delle differenti lingue dei popoli sparsi sulla Terra il monito "NON UCCIDERE", ci è sembrato un modo per riportare il nostro impegno ad una urgente attualità».

Dai blog