Sono tornati. Ancora una volta sono riusciti a rimettere le tende nello stesso luogo da dove erano stati allontanati. Beffando nuovamente chi da anni lotta per ripristinare la legalità. I nomadi hanno infatti «riconquistato» una parte della riserva di Monte Mario che, tra l’altro, si trova sotto le finestre del palazzo di Giustizia, da dove, spesso, entrano ed escono perché accusati di reati predatori. È stato «ripristinato» un vero e proprio campo rom abusivo, composto da tendopoli che hanno la forma delle serre per la produzione del settore orofrutticolo.
Gli imputati che vengono portati nella «cittadella» giuiziaria spesso sono nomadi che commettono borseggi sulla metropolitana, sugli autobus, davanti ai monumenti più famosi della Capitale, furti negli appartamenti e nelle automobili, oppure rapine ai danni di minorenni. Questi rom spesso vengono rilasciati, al termine dei processi per direttissima, dopo poche ore dall'arresto in flagranza. E quando non vengono assegnati a centri di accoglienza per minori vengono rimandati a «casa» dai genitori. Papà e mamma che, di nuovo, li attendono a due passi da via Varisco, alle spalle del palazzo di Giustizia, percorrendo poche decine di metri lungo via Romeo Romei, che costeggia la Corte di appello, tornando nelle baracche.
Era marzo 2019 quando Il Tempo ha documentato la presenza dei rom sotto alle finestre dei magistrati che ogni giorno devono fare i conti con i rom che delinquono. L’accampamento fu poi sgomberato e adesso la situazione è tornata come quattro anni fa. Scendendo dalla «Panoramica», cioè da viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto, poi intitolatata ai giudici Borsellino e Falcone, è infatti possibile notare sulla destra la baraccopoli. Percorrendo viottoli sterrati ci si trova davanti a cucine all'aperto, vasche da bagno, casette costruite con tavole di legno e lamiere, cumuli di rifiuti, panni stesi ai fili legati agli alberi e passeggini per caricare taniche di acqua. I nomadi potranno quindi rifare «Tribunale e bottega». Potranno uscire dall’aula di giustizia dopo un processo per borseggio o furto e tornare a «casa» in via Romeo Romei, continuando a guardare dal basso le stanze dei magistrati.
