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Ospedali blindati, negli ospedali scatta la hacker fobia

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Antonio Sbraga
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Si chiama «Variante cybersecurity», ma non c’entra nulla col Covid. È quella chiesta dagli ospedali romani, in apprensione anche per altri virus: quelli informatici. Dopo il San Giovanni-Addolorata, infatti, anche il Sant’Andrea innalza il livello della cyber-sicurezza investendo quasi un milione di euro. Proprio per cercare di evitare i tanti disagi patiti dai sempre più computerizzati servizi nei nosocomi. Come quelli subiti dopo «l’attacco informatico effettuato il 30 luglio 2021 da Hacker al Data Center che ospita alcuni dei sistemi informatici della Regione Lazio e ha compromesso l’utilizzo di alcuni servizi e applicazioni».

E visto che «nel corso dei scorsi mesi ulteriori attacchi sono stati attivati su sistemi di aziende pubbliche laziali e di altre Regioni», l’ospedale Sant’Andrea ritiene «oltremodo necessario proseguire nell’innalzamento del livello generale di resilienza rispetto a questa tipologia di eventi e, al contempo, migliorare le capacità di risposta informatica in caso di situazioni critiche». L’azienda ospedaliera ha dunque richiesto alla ditta appaltatrice «la quotazione dei servizi supplementari necessari ad assicurare i livelli relativi ai salvataggi dati indicati dal documento tecnico inoltrato dalla Regione Lazio». Il progetto riguarda il «servizio di aggiornamento tecnologico dell’infrastruttura Data center dell’Azienda ospedaliero Universitaria Sant’Andrea per la durata di 48 mesi, relativamente al necessario innalzamento della sicurezza informatica, per un importo complessivo pari a 897.330 euro». Ma ancora non basta, perché nell’ospedale di Via Grottarossa «ad oggi rimangono numerose postazioni di lavoro con sistema operativo obsoleto e non più aggiornato, pertanto risultano particolarmente soggette a vulnerabilità compromettendo così la sicurezza del sistema aziendale».

 

 

 

 

Quindi per l’azienda «si rende oltremodo necessario procedere ad un aggiornamento tecnologico delle stesse mediante sostituzione del disco fisso e di un incremento di RAM necessarie all’installazione di un nuovo sistema operativo» attraverso la fornitura di «450 dischi SSD per uso interno da 500Gb e 450 unità di Ram da 4 Gb» per un totale di 62mila euro. Due settimane fa già il San Giovanni-Addolorata ha deciso di «innalzare i livelli di sicurezza», individuando tra le priorità degli interventi «la regolamentazione e il monitoraggio dei sistemi informatici mediante i collegamenti da e verso le reti esterne». Con l’acquisto di una «fornitura di 200 licenze Fortinet Vpn». Questo virtual private network (Vpn) rende più difficile la modifica esterna dei dati. Com’è invece successo il 13 settembre scorso, quando «l’azienda ha subito un pesante attacco informatico ai sistemi aziendali che hanno compromesso gravemente il regolare funzionamento e reso necessaria nell’immediatezza la sospensione temporanea di tutti i sistemi applicativi, sia sanitari che amministrativi».
 

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