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Le nuove povertà a Roma dopo il Covid: è crisi totale, in molti hanno perso tutto

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Pietro De Leo
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Qual è la sembianza del tessuto sociale di Roma dopo un anno e mezzo di Covid? A fare la mappa dello scenario è il rapporto di ricerca “Le nuove povertà nel territorio di Roma Capitale”. Un corposo lavoro di quasi 800 pagine condotto dalla Fondazione Unicampus San Pellegrino attraverso Socio-Lab–Istituto Studi Sociali. A coordinare la ricerca, il professor Nicola Ferrigni della link Campus University. Il rapporto, promosso e finanziato dall’Amministrazione di Roma Capitale, ha messo in evidenza uno quadro sociale importante. Per il 73,5% del campione coinvolto, nell’ultimo anno si è verificata una “forte contrazione di guadagno”. Una circostanza che si affianca ad altre criticità, come l’esaurimento dei propri risparmi (39,3%) oppure il peso del dover essere l’unico reddito all’interno della propria famiglia (39,3%).

 

 

A tutto questo si lega l’accesso a quegli strumenti di sostegno socio assistenziale, strumenti vari come i buoni spesa. Ebbene, in tre casi su quattro (76,1%) il ricorso a tutto questo si è verificato per la prima volta nell’ultimo anno. Segno di quanto il Covid abbia creato contraccolpi dolorosi nei budget familiari dei cittadini. Per la parte preponderante del campione, oltre l’85%, la prospettiva della propria condizione economica non è prevista in miglioramento. “La ricerca sulle nuove povertà –ha spiegato il professor Nicola Ferrigni- offre uno spaccato del territorio capitolino contraddistinto dalla presenza di un fenomeno che va oltre l’ormai consolidata definizione di ‘nuove povertà’, e che delinea una prospettiva di ‘rinnovate povertà’”. E ha proseguito: “da una parte, infatti, la pandemia ha contribuito a infettare il virus della povertà in contesti, quartieri, e fasce sociali un tempo a essa immuni; dall’altra parte, ha rimodellato lo scenario esistente della povertà, imponendo alle Istituzioni di ripensare i propri servizi assistenziali”.  

 

 

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