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Viale Eritrea, tornano i cordoli ed è subito rivolta

Ginevra Terracina
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Nel secondo municipio tra viale Eritrea e viale Libia tornano i cordoli per regolare il traffico e commercianti e residenti insorgono per i problemi alla viabilità. Silvia Anticoli, disabile, ottantasette anni e da sessanta vive a viale Eritrea è incredula: «Come farò a farmi venire a prendere dal pulmino per andare a fare le visite mediche – ci racconta – non posso fare due chilometri a piedi con il deambulatore per arrivare a poter prendere il mezzo. Tutto questo è disumano. Ma come gli viene in mente alla Raggi e ai suoi collaboratori di fare tutto questo sulla nostra pelle?».
Le squadre di operai, ieri, hanno messo dei paletti gialli al centro della carreggiata, per delimitare la corsia riservata al traffico dei mezzi pubblici, ed è scoppiata subito la polemica. Sul marciapiede incontriamo Alberto Mieli in zona per salutare i genitori, commercianti del negozio storico Mieli Abbigliamento. «Sono scioccato – commenta – ma come è possibile in un periodo come questo, di pandemia e di crisi economica, realizzare una cosa di questo genere. L'amministrazione capitolina fa di tutto per rendere la vita impossibile ai romani. Mi dovrebbero spiegare come fanno i disabili a saltare quei paletti. Tutto questo è assurdo e vergognoso. Spero si trovi una soluzione per Silvia e per tutto il quartiere il prima possibile». 
Stesso il pensiero di Simona Pacini titolare da diversi anni di un attività commerciale: «Ma i cordoli che tanto prepotentemente e contro il giudizio di un intero quartiere hanno voluto collocare a cosa servono esattamente se di autobus ne passano uno ogni mezz'ora ...quando dice bene...».
Per Antonio Giuliani, anche lui negoziante: «Ancora aspettiamo il parcheggio di piazza Annibaliano, dal Comune di Roma e che cosa fanno loro? Mettono i cordoli. I negozi stanno vivendo un periodo di forte crisi economica e l'amministrazione invece di aiutarci ci rende la vita impossibile».
Stesso il parere di Camilla Prezioso, titolare di una profumeria da quaranta anni che denuncia: «I cordoli sono pericoli per gli automobilisti, i pedoni, i motociclisti ma anche per i corrieri che scaricano la merce giornalmente. Per non parlare del servizio Ama, che crea tante file». Un vero delirio, i commercianti e i residenti raccolgono le firme da depositare sul tavolo del sindaco Virginia Raggi, mentre il presidente del municipio II Francesca Del Bello: «Ci auguriamo che ci ripensino e l'amministrazione li sostituisca, magari con delle telecamere». Aspettiamo risposte.
 

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