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Arresti per peculato e corruzione

Anziane malate raggirate dagli amministratori di sostegno

Prosciugavano i conti con false spese per infermieri e badanti

Uno dei due arrestati dalla Finanza

Raggiravano anziani incapaci di intendere e volere e li saccheggiavano delle loro proprietà, approfittando del ruolo di amministratori di sostegno. Ieri i finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno condotto in carcere un avvocato romano di 50 anni, Francesco Luoni, e un imprenditore di 60 anni originario di Napoli, Maurizio Chianese, con l’accusa di peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Le stesse contestazioni sono mosse dalla Procura nei confronti dell’avvocato romano Andrea Cappucci, 49 anni, indagato a piede libero.

Gli accertamenti svolti dai militari dal nucleo di Polizia economico-finanziaria (gruppo Tutela spesa pubblica), hanno consentito di ricostruire le condotte illecite ai danni di tre anziane signore, incapaci di intendere e di volere, di cui Luoni e Cappucci erano amministratori di sostegno. Invece di aiutarle, «i due professionisti, in concorso con terzi, e in particolare con Chianese, procedevano sistematicamente - si legge nell’ordinanza di arresto - alla spoliazione del patrimonio dei loro amministrati, giungendo a far emettere fatture anche per lavori edili risultati non eseguiti e addirittura a far vendere a una donna morente (al momento del rogito) la nuda proprietà del suo immobile». Il gip Clementina Forleo parla di «un vero e proprio saccheggio delle proprietà» delle vittime. Per «drenare» le disponibilità finanziarie delle sue due assistite, l’avvocato Luoni si faceva emettere da società riconducibili a Chianese fatture per svariate migliaia di euro al mese, relative a prestazioni rese da infermieri e badanti, ma in realtà mai effettuate. Oppure provvedeva a pagare più volte le stesse attività. Il tutto «avvalendosi nella sua attività illecita - spiega il gip - anche della complicità di personale intraneo agli uffici del giudice tutelare». Anche Cappucci era riuscito a far risultare a carico della sua assistita, una 84enne affetta da grave demenza senile, oltre 62 mila euro in 8 mesi per spese mediche e di assistenza. «Queste appropriazioni portavano il conto della donna da 74mila euro - si legge nell’ordinanza - a un residuo di appena 3mila euro.

Le «spoliazioni» non riguardavano solo denaro, ma anche immobili. Tramite la mediazione di Chianese, l’avvocato Luoni ha venduto, chiedendo l’autorizzazione d’urgenza al giudice tutelare, la nuda proprietà dell’appartamento di un’anziana in fin di vita, situato di fronte ai Musei Vaticani, a un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato, ricevendo dall’acquirente (indagata, in concorso, per corruzione) un illecito compenso in contanti. Luoni si era trasformato in una sorta di agente immobiliare. Il 15 gennaio 2020 viene intercettato mentre un tale Emanuele gli chiede: «C’hai qualche assistito che vende casa?». E lui: «Dove? Zona? Portuense? ...Io direttamente non ce n'ho nessuno. Io c'ho purtroppo zona Cassia». «La risposta del Luoni lascia chiaramente intendere come sia avvezzo - conferma il gip - ad alienare la nuda proprietà dei suoi amministrati, tanto che i suoi conoscenti gli chiedevano se ci fossero abitazioni disponibili in determinate zone».

«Le condotte incriminate non appaiono occasionali», spiega il giudice, «ma speculari di un sistema più ampio (...) che solo il futuro corso delle indagini potrà lumeggiare». In particolare, Luoni «si avvale della illecita collaborazione del funzionario della cancelleria del Tribunale civile, S.M., al quale - si legge nell'ordinanza - il 23 gennaio 2020 chiede contezza degli importi rendicontati, così da poterli coprire con fatture artefatte». L'avvocato chiama il funzionario sul suo numero di cellulare privato, «palesando estrema confidenza con lo stesso». Dopo essersi assicurato che fosse solo in ufficio, gli chiede informazioni sul fascicolo riguardante una delle anziane che assisteva come amministratore di sostegno (il giudice tutelare lo aveva infatti revocato dall'incarico il 31 dicembre). «Luoni riferisce della sua necessità di far "rientrare" delle spese autorizzate per lavori non eseguiti». In un'altra intercettazione con una donna, che gli chiede informazioni su una pratica che la riguarda, Luoni risponde: «Come faccio? Ormai è cambiato tutto purtroppo... non ho più l'accesso in cancelleria come prima (...) Il nuovo Presidente ha cambiato tutto».

«L'attuale presidente della sezione civile in questione del Tribunale di Roma, in data 23 luglio 2019, rappresentava alla locale Procura - si legge nell'ordinanza di arresto - che Luoni risulta incaricato dell'amministrazione di sostegno in numerose procedure e sia solito avvalersi, per le spese infermieristiche e per opere edilizie sugli immobili degli amministrati, delle società DM Roma Service srl e MTI srl, di Chianese Maurizio. In questa relazione si afferma che alla cancelleria di detta sezione era nota l'appartenenza della DM Roma Service a Luoni, il quale avrebbe fornito penne con pubblicità della società, rivendicandone l'appartenenza». Le indagini, quindi, proseguiranno in questa direzione per verificare eventuali responsabilità del personale di questi uffici. Intanto il giudice delle indagini preliminari, oltre alle misure cautelari, ha disposto il sequestro di circa 150 mila euro nei confronti di Luoni, Chianese, Cappucci e dell'acquirente della nuda proprietà dell'anziana in fin di vita.

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