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fiumi di cocaina

Preso "O principe" di Torbella. Blitz nella Gomorra di Roma

Venti arresti in via dell'Archeologia da parte dei carabinieri. Ma nuovi pusher sono già in strada

Le vie sono sempre le stesse. Le dinamiche identiche. Gli affari immutati. A Tor Bella Monaca la piazza di spaccio è sempre attiva. È un loop senza fine: le organizzazioni vendono, i carabinieri le sgominano (da gennaio a oggi sono oltre 160 gli arrestati a Roma per reati collegati a organizzazioni che si occupano di spaccio) e nuove leve ne occupano il posto sfamando un mercato della droga mai sazio. Questa mattina, a pochi giorni dai 16 arresti dell’operazione “Ferro di Cavallo”, i carabinieri del Gruppo di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca sono tornati in via dell’Archeologia: 20 persone arrestate, 15 in carcere e 5 ai domiciliari, è il bilancio dell’operazione “Archeo17”. Proprio come richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Questa, dall’inizio dell’anno è la quarta operazione messa a segno contro uno dei numerosi fortini della droga di Tor Bella Monaca. 

Intorno al civico 64 di via dell’Archeologia, ai piedi del palazzo “L”,  tra le “Torri” dove le case popolari vengono trasformate in regge d’orate e laboratori clandestini è stato organizzato un giro d’affari da 200 mila euro al mese, che nel fine settimana garantiva agli indagati introiti per 15 o 20 mila euro, con 350 clienti diversi. Turni, mansioni e compiti precisi. Tutto, come sempre, era stato organizzato nei minimi dettagli con un unico obiettivo: scappare alle “guardie” e massimizzare il profitto della vendita al dettaglio di cocaina. “Organizzazione a delinquere finalizzata allo spaccio”, è il reato ipotizzato. Oltre dieci mesi di indagini hanno ricostruito ogni ruolo o contatto. 

Vedette, cassieri, pusher e tutte le altre comparse erano sedute alla corte dell’autoproclamatosi “Principe di Tor Bella Monaca”, Vincenzo Nastasi , arrestato insieme alla moglie. 

Pistole ai piedi della torta a più piani con la scritta “o Principe”, fotografano la sobrietà del soggetto che ha preso a prestito il nome da uno dei protagonisti di “Gomorra”. 

Il modello aziendale dell’organizzazione prevedeva premi e licenziamenti dall’alto. Uno schema rigido per mandare avanti l’impresa che sfamava minorenni, donne, tossici, nullatenenti e professionisti. Tutti accorrevano in via dell’Archeologia. Ma oggi il fortino della droga ha chiuso i battenti. I clienti dovranno andare nelle vie parallele, dove altre decine di pusher sono già in strada.

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