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Smantellata la banda della cocaina: spacciava davanti alla scuola

L'operazione dei carabinieri: 13 arresti. Gestivano il supermarket della cocaina dell'area tiburtina

Silvia Sfregola
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Nelle prime ore della mattinata, a Guidonia Montecelio, i militari della compagnia carabinieri di Tivoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare che dispone l'arresto di 13 persone (8 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L'indagine ha consentito di ricostruire l'operatività di un'organizzazione criminale dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti che aveva costituito, principalmente all'interno delle case popolari di via Rosata 18, nel quartiere Collefiorito di Guidonia Montecelio, una vera e propria piazza di spaccio, che è riuscita nel tempo ad affermarsi come uno dei più grandi supermarket della cocaina dell'area tiburtina. Il sodalizio, che operava in strada di fronte all'istituto comprensivo Montelucci, vantava un vero e proprio controllo militare del territorio, al punto che sono stati i genitori che accompagnavano i figli minori a scuola a segnalare la situazione ai carabinieri. Capo e promotore indiscusso del sodalizio è Omar Giovannetti, 28 anni, il quale avvalendosi nella direzione del sodalizio di persone come Cristian Muzi, 27 anni, che si occupava del coordinamento e controllo dei pusher, e Marco Hendrix, 31 anni, addetto alla preparazione delle singole dosi, ha riunito a se una pletora di giovani pusher, tutti italiani, organizzati e disciplinati, ai quali venivano affidati specifici incarichi quali 'rette', vedette, trasportini e spaccio al dettaglio. L'organizzazione, oltre ad elargire uno stipendio settimanale agli affiliati, che lavoravano su più turni al fine di garantire l'apertura della piazza di spaccio per 14 ore al giorno, forniva assistenza legale ai membri della consorteria criminale, inoltre l'area non solo veniva presidiata da vedette con compiti di vigilanza ma erano stati predisposti impianti tecnologici di sorveglianza quali telecamere e sensori di movimento utili a rilevare presenze nell'area esterna del perimetro della Torre 18 di possibili appartenenti alle forze dell'ordine. A ciò si aggiunge il fatto che gli indagati hanno sempre potuto contare sulla collaborazione di molti condomini, a cui affidare i proventi quotidiani dello spaccio per eludere l'azione degli investigatori in caso di perquisizioni domiciliari. Le indagini hanno consentito di operare 8 arresti in flagranza di reato, identificare 105 assuntori segnalati al Prefetto, il sequestro di circa 1 chilo di cocaina per un complessivo di quasi 1.000 dosi confezionate singolarmente e di una pistola trovata nella disponibilità di Omar Giovannetti. Oltre ai membri del sodalizio 20 persone sono state altresì denunciate in stato di libertà per favoreggiamento personale. Numerose le perquisizioni domiciliari delegate e di iniziativa che i Carabinieri hanno eseguito a carico di altrettanti soggetti ritenuti vicini al sodalizio criminale.

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