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Processo Raggi, gli investigatori: "Ruolo attivo di Marra nella promozione del fratello"

In aula la dirigente della Squadra Mobile che ha condotto le indagini

Enrico Lupino
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La figura di Raffaele Marra non fu di contorno, bensì di un "ruolo attivo". Era il turno della dirigente della Squadra Mobile oggi in aula nell'ambito del processo al sindaco Virginia Raggi, imputata di falso. Maurizia Quattrone, sentita oggi a piazzale Clodio come teste dell'accusa, spiega quale fu, a suo dire, il ruolo del fratello di Renato Marra nelle determinazioni che videro quest'ultimo, nel settembre del 2016, arrivare alla direzione del Turismo della Capitale. “Marra (Raffaele ndr) -  afferma la teste - è stato un punto di riferimento per presidenti dei municipi, assessori, uffici tecnici e per la stessa sindaca”. Non sarebbe stata solo una funzione "compilativa" quella del super-burocrate attivo nell'amministrazione capitolina ben prima dell'avvento pentastellato al Campidoglio. Il ruolo, dipinto dalla Quattrone, emerge dalla lettura delle chat che si è svolta in aula: messaggi scambiati fra la Raggi e Marra in quei convulsi giorni dell'autunno del 2016. La sindaca avrebbe scritto al fratello di Renato "resta con Adriano (Meloni, ex assessore al Turismo ndr)", ribattendo alla ventilata ipotesi di affidare Renato al vertice della Polizia Locale, come vice-comandante.  Il pm Francesco Dall'Olio avrebbe chiesto la convocazione, per il 25 ottobre prossimo, proprio dell'interlocutore della Raggi in quella conversazione avvenuta a breve distanza dall'interpello che precedette le polemiche sull'aumento stipendiale avuto da Renato Marra. 

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