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Rapporti sessuali con un minore: 4 arresti

Nei guai un poliziotto, un politico, un dipendente Eni e un ministeriale sulla sedia a rotelle LEGGI ANCHE Sceglieva i clienti su internet Per lui erano tutti «amici»

Rapporti sessuali con un minore: 4 arresti

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L’assistente capo della Polizia di Stato scendeva in treno a Roma da Bologna ogni domenica, disposto a pagare «200euro a botta».

Il «politico» napoletano, assessore comunale e capo della Protezione Civile locale, si faceva accompagnare in auto per «convegni vis a vis» negli alberghi fidati in zona Termini.

Il «ministeriale» sulla sedia a rotelle, titolare di un assegno di invalidità, si toglieva sfizi e capricci nell’appartamento popolare a Capannelle. Il dipendente Eni in mobilità utilizzava i propri appartamenti per non rischiare di essere scoperto. Stefano Gallorini, 50enne bolognese, Francesco Buondonno, 44enne napoletano, Marco Mozzicafreddo, 48enne romano, Fabrizio De Sanctis 57enne romano. Sono i cittadini al di sopra di ogni sospetto, arrestati ieri mattina dagli agenti della Squadra Mobile di Roma in collaborazione con quelle di Bologna e Napoli.

Devono rispondere dell’accusa di prostituzione minorile per aver avuto rapporti nel 2013 con un ragazzino allora appena 16enne.

A far scattare l’indagine, condotta dalla IV Sezione della Squadra Mobile, e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, la segnalazione fatta dai servizi sociali del Comune di Lanuvio che da tempo seguivano il minore.

Sempre pieno di contanti e in possesso di cellulari e gioielli tecnologici di ultima generazione, nonostante i problemi economici della famiglia, la vittima aveva confidato al fratello più grande e all’assistente sociale che da due anni incontrava uomini su siti gay o di escort, tramite social network e chat per rapporti sessuali a pagamento. Rimasto orfano della madre a 14 anni, aveva pensato così di badare a se stesso senza mai destare i sospetti di papà Antonio, dal quale tornava sempre a cena. Per raggiungere i suoi clienti, «pochi e ben individuati», si spostava con i mezzi pubblici da Lanuvio o si faceva venire a prendere alla stazione Termini. Veniva portato in alberghi dove i documenti non vengono richiesti, presentato come «nipote», costretto a giochi perversi e a rapporti completi in cambio di 50, 200 euro, ricariche PostePay o telefoniche, cellulari, tablet, computer. Sette, ottocento euro il guadagno ottenuto dal ragazzino ogni giorno grazie a quattro, massimo cinque appuntamenti quotidiani. I quattro clienti ai quali ieri è stata consegnata l’ordinanza di custodia cautelare sono tra l’altro gli unici riconosciuti dal ragazzo in fotografia. Gli altri, incontrati una volta sola, non sono che un vago ricordo nella mente del giovane oggi maggiorenne. Impegnatissimo e pagatissimo, al punto da aver dichiarato agli inquirenti di aver ormai smesso, diventato commerciante on line di quegli stessi telefonini e pc ricevuti in abbondanza nuovi e con ancora la garanzia.

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