L’appuntamento, stavolta, è solo uno: lunedì 21 gli operatori del Centro unico di prenotazione incroceranno cuffie, mouse e microfoni. Quel giorno non fisseranno visite ed esami medici perché, secondo le stime dei sindacati, il nuovo bando unico centralizzato indetto dalla Regione Lazio per l’affidamento del servizio rischia di ridurre fino al 20 per cento degli attuali posti di lavoro. È quanto sottolineano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, che denunciano «l’enorme decremento di risorse stanziate per il servizio che naturalmente subirà riduzioni, con la conseguente perdita di posti di lavoro». Il nuovo bando, denunciano i dirigenti sindacali Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, «prevede un impegno di spesa inferiore rispetto agli anni precedenti con un cospicuo taglio del personale (quattrocento lavoratori verrebbero mandati a casa, circa il 20% dell’organico totale composto da duemila unità)». E la Uil chiede «come mai sia stata aggiudicata da circa un mese la gara Cup nell’Asl Roma E, nonostante sia uscita quella centralizzata; duecentoventi lavoratori saranno costretti, entro breve tempo, a passare con la nuova società aggiudicatrice con tutte le difficoltà legate ai nuovi contratti, orari, livelli e probabilmente sempre gli stessi lavoratori saranno costretti a ripassare ad una nuova società vincitrice del nuovo bando Cup Centralizzato, come se fossero- conclude Bernardini- degli oggetti da spostare a proprio piacimento».
Regione
Niente prenotazioni al Cup Sciopero contro il nuovo bando